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Di Maio inviato Ue nel Golfo Persico? Sarebbe davvero una beffa per l'Italia

Francesco Storace
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La grande madre europea. Quella che non lascia mai nessuno da solo ora ha trovato – pare, dicono, forse – un altro soggetto a cui non far mancare la sua solidarietà.
La nuova pratica si chiama Luigi Di Maio che, senza nemmeno uno straccio di smentita, pare sia candidato a rappresentare l’Unione europea nelle politiche legate all’area del Golfo persico. A proporlo per la decisione l’Alto rappresentante per la politica estera, Borrell. Novanta minuti di applausi.

 


Sembra davvero incredibile, persino nei palazzi di una politica avvezza a tutto, che si possa realizzare una roba del genere. Appena trombato in maniera davvero clamorosa, l’uomo della rivoluzione grillina, quello che tuonava (da piccolo) contro la casta, ora potrebbe essere amorevolmente preso tra le braccia dell’Unione per una posizione di assoluto riguardo (e stipendio).
Trovarsi a gestire le politiche energetiche tra i signori del petrolio – questa pare sia la base dell’incarico promesso – non è indubbiamente come vendere bibite chissà dove. Senza concorso, ma con una trovata niente male.
Il bello è che tutto verrebbe deciso, secondo chi ha messo in giro la notizia, all’insaputa del nuovo governo italiano. Ovvero, l’Europa affida a un nostro connazionale una missione particolare, pare su proposta del premier uscito di scena Mario Draghi, e ora lo si verrebbe a scoprire dai giornali. Tanto più che nessuno finora si sia preoccupato, a Bruxelles, di confermare o smentire. Il che, nei linguaggi paludati dell’Unione assomiglia più a un sì che a un no. 

 


Lunedì si svolgerà un consiglio dei ministri degli esteri della Ue e ovviamente vi parteciperà Antonio Tajani che probabilmente sarà chiamato ad esprimere la sua opinione. Il problema non è se conquistare una posizione per un italiano o meno; ma se poterlo almeno scegliere. Anche perché finora in quell’area Di Maio – dalla Farnesina – ha commesso solo disastri nei rapporti con i paesi dell’area. A partire dagli Emirati arabi, che hanno manifestato le loro pretese, ad esempio in materia di armi, con un italiano che non si può più muovere da lì e che si chiama Andrea Costantino. Chi se ne occuperà più se ci torna Di Maio?