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Una sinistra a casaccio inventa l'emendamento omnibus sui rave

Francesco Storace
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Ci mancava l’emendamento omnibus. Pensato per una legge e depositato ad un’altra. Ormai la vicenda rave-party sta facendo impazzire la sinistra che, non dimentichiamolo mai, non sa come reagire al potere finito così, per dannata volontà elettorale. E quindi c’è bisogno di rivalsa. Ma presentare un emendamento abrogativo della norma anti rave illegali al decreto aiuti in corso di conversione in Parlamento era francamente qualcosa di inimmaginabile.

E un parlamentare di lungo corso come Tommaso Foti, deputato di Fdi e che i più accreditano come prossimo capogruppo del partito della Meloni dopo la nomina di Francesco Lollobrigida a ministro dell’Agricoltura, bolla con nettezza l’iniziativa del Pd: “Fanno solo cinema”.

E poi aggiunge: “E comunque dal punto di vista tecnico, dubito che ci sia un appiglio". Già, perché il decreto Aiuti ter parla davvero di tutt’altro e la sinistra pretende con un subemendamento di parlare di Modena anziché delle cose che si sono promesse per sostenere famiglie e imprese a uscire dalle difficoltà derivanti dalla crisi bellica e quindi economica.

Resta difficile da capire quale sia l’intelligenza che muove le iniziative del Nazareno, nel mischiare le carte in tavola. Tanto più che sia dal governo che dalla maggioranza si sono levate voci che lasciano intendere la disponibilità a discutere sul miglioramento della norma sui raduni a suon di musica, droga e alcol. C’è da legiferare per la confisca di strumenti e beni che servono a consumare il reato e a quantificare le pene per chi organizza i rave.

Distogliere la discussione sul decreto aiuti per parlare di altro non fa certo bene al sistema politico e in molti a Palazzo – anche nella stessa opposizione – si augurano il ritiro della proposta emendativa per discuterne invece quando si parlerà del decreto Meloni, come è giusto che accada. Nella sede propria, dunque, e non a casaccio.