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Niente astio in politica: i sondaggi ti puniscono

Francesco Storace
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Se governi, devi farlo con lealtà e serenità. Se ti opponi, non devi farti trascinare dal risentimento, bensì dall’identità. Con l’astio non vai proprio da nessuna parte. La fotografia scattata con i sondaggi di Alessandra Ghisleri non poteva essere più netta. E nemmeno si può rubricare con la consueta luna di miele la crescita di Fratelli d’Italia: essa si accompagna con quella della Lega mentre flette Forza Italia. All’opposizione, i Cinque stelle superano il Pd e neanche questo serve a far riflettere Enrico Letta, alle prese con il congresso più complicato del mondo.

Nel centrodestra, il dato che più balza agli occhi è proprio l’avanzata del partito della Meloni, che ora è dato – secondo il sondaggio di Euromedia - al 28,4% (addirittura +2,2 rispetto al risultato elettorale del 25 settembre). E si incomincia a vedere anche una tendenza al recupero di Salvini, al 9,5%: la postura propositiva assunta dal leader leghista evidentemente premia. Mentre è Forza Italia a pagare per gli scossoni al governo, scendendo al 6.7% e facendosi scavalcare nelle intenzioni di voto anche da Azione-Italia Viva, adesso in quinta posizione, che arriva all’8,3.

A sinistra, il dato è ancora più clamoroso. Conte ha in testa una strategia, erodere consensi al Pd, e ci sta riuscendo perfettamente. I sondaggi lo danno al 17,3% mentre il partito di Letta precipita al 17: per il Nazareno è un netto meno 2 per cento rispetto alle politiche di un mese fa. Il mancato posizionamento del partito – né carne né pesce – si paga. Certo, poi toccherà vedere che cosa succederà quando prenderanno forma i primi provvedimenti del governo Meloni. Ma l’impressione è che il centrodestra – se sarà capace di compattezza – sia destinato a crescere soprattutto per la confusione che regna sovrana nel campo avverso. La manovra di bilancio, seppure ereditata da Draghi, assieme alla lotta al caro bollette, rappresenteranno un importante elemento di valutazione della coalizione di governo.