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Due dossier tricolori per Antonio Tajani, in Pakistan e a Dubai

Francesco Storace
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Fa bene il neoministro degli Esteri Antonio Tajani a muoversi con sollecitudine per Alessia Piperno. A chi storce il naso per quella ragazza detenuta incredibilmente in Iran va ricordato che da quelle parti stanno accadendo cose incredibili ed è sacrosanto che la Farnesina si muova e torni a essere un ministero sensibile anche alle cose di casa nostra. Perché se è vero che il conflitto tra Russia e Ucraina è la priorità globale, non ci si può dimenticare del resto. E ci sono dossier “tricolori” da seguire con estrema urgenza.

Uno riguarda l’orribile fine di Saman Abbas, la ragazza pakistana assassinata dalla sua famiglia in Italia. I genitori sono scappati in Patria e c’è bisogno di un immediato sforzo diplomatico per farli processare dalla nostra magistratura. Tajani ha ottimi funzionari alla Farnesina, lui ci deve mettere la volontà politica. È vero che manca un trattato di estradizione, ma al ministro non mancheranno i suggerimenti su come muoversi su quel fronte. Il Pakistan deve comprendere la nostra rabbia per un delitto incredibile.

Poi c’è un altro caso che va preso di petto e seguito con attenzione nei mesi scorsi al ministero dal direttore Luigi Vignali: un imprenditore italiano, Andrea Costantino, è prigioniero dal marzo dello scorso anno negli Emirati rabi. Le accuse sono crollate al punto che è stato messo “in libertà” ma senza potersi allontanare dalla residenza ubicata a due passi dall’ambasciata italiana. Per restituirlo alla famiglia, gli arabi pretendono mezzo milione di dollari, una cifra spropositata. Pare che nelle ultime settimane siano disponibili a dimezzare la cifra, che è sempre impensabile per un uomo a cui hanno tolto tutto. C’è bisogno di un ministro che affronti di petto la questione e riporti a casa sua chi negli Emirati ci stava solo per lavorare onestamente. L’importante è non agire come con Chico Forti, che dopo tante promesse di Di Maio sta ancora nelle carceri americane.