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Opposizione in lacrime, ormai non si parlano nemmeno più

Francesco Storace
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Quanto è triste la sinistra in queste ore. Soffre per una leader di destra a Palazzo Chigi; e soffre per una figura femminile che proprio da sinistra non sono mai riusciti – o non hanno voluto – portare alla guida del governo dell’Italia.
Devono elaborare il lutto, probabilmente, ma sarà lunga e la Meloni dovrà approfittarne. In campagna elettorale le sinistre erano tre e tre sono rimaste. Senza alcuna capacità di unirsi.
È una lotta tribale quella che si svolge e si svolgerà tra le forze di opposizione.
Il Pd è quello messo peggio. Perché la sconfitta è stata brutta e nei sondaggi scivola già ancora più giù. Letta porta il partito al congresso, che pare al buio. E tutti temono il sorpasso da parte dei Cinque stelle.
Uscire dall’angolo non sarà affatto facile e comunque finchè c’è l’attuale segretario, Conte non intende muovere un passo in direzione del Nazzareno.

 


Da parte loro, i pentastellati hanno scampato il pericolo della scomparsa alle elezioni grazie ad un’intelligente campagna elettorale, basata anzitutto sulla difesa del reddito di cittadinanza, che ha portato frutti soprattutto al sud. Ma da qui a dire che possa essere vicina un’alleanza col Pd ce ne corre. Conte non perdona a Letta gli attacchi durissimi per la caduta del governo Draghi.
Poi, c’è la strana coppia, quella formata da Matteo Renzi e Carlo Calenda. I due intendono costringere il Pd a scegliere tra la loro formazione – che sta per unificare anche le sigle di Azione e Italia Viva – e i Cinque stelle. E questo rende tutto più complicato.

 


Non restano che le lacrime su elezioni perse e soprattutto su un potere che non torna più. Erano abituate male le sinistre italiane, governavano senza vincere le elezioni. Ora si macereranno nei conflitti al loro interno e il nuovo governo poterà finalmente prendere il largo. Per l’Italia un regalo insperato.