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Caro Silvio, quella vodka disperde un patrimonio politico

Francesco Storace
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  • Quella vodka fa male. E Silvio Berlusconi deve capirlo, perché si rischia di disperdere un patrimonio politico costruito con le scelte del popolo italiano. È difficile capire perché il capo di Forza Italia voglia mettere a soqquadro la coalizione che ebbe il merito di unire. Le sue dichiarazioni sui ministri da nominare e soprattutto sui suoi rapporto “dolci” con Putin rischiano di mandare a schiantare la nascita dell’esecutivo, o quantomeno di minarne il cammino una volta ottenuta la fiducia. Chi ha votato centrodestra pretende ben altro comportamento dai suoi leader. Si è dato giustamente valore alla leadership conquistata sul capo elettorale; diventa difficilmente comprensibile ogni aperto tentativo di sabotaggio quale quello che appare da dichiarazioni che stupiscono.

Non è un ministero in più o uno in meno che può far valutare la posta in gioco. Ma sono le politiche che si metteranno in campo a far valutare la qualità del governo. Si pensi alla giustizia, uno dei dicasteri più contesi. Sia Nordio che la Casellati hanno sostenuto i referendum sulla giustizia, legge Severino compresa. Probabilmente Giorgia Meloni non vuole far partire immediatamente lo scontro all’arma bianca con la magistratura: è irragionevole questa “pretesa”?

Lo stesso ragionamento si potrebbe proporre anche per altri ministeri. Il rifiuto ad acconciarsi ad una discussione pacata non depone bene da parte di Berlusconi. Perché al fondo appare il dispetto per non essere più quello che dà le carte. Ma ciascuno deve sapere qual è il momento giusto per apparire sulla scena. Ora c’è da dimostrare solo lealtà, ancor prima che alla premier in pectore, alle scelte volute dal popolo italiano, martellato oltre ogni misura durante la campagna elettorale. Eppure il 25 settembre l’esito lo ha offerto, con straordinaria chiarezza. Nessuno, neanche Berlusconi, può rimetterlo in discussione. Quella vodka ricevuta da Vladimir Putin non aiuta a vincere la partita politica in Italia.