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Droga e cellulari in cella: arrestato Ioia, garante detenuti, scelto da De Magistris

Francesco Storace
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Roba da non crederci. Mentre deputati e senatori eleggono i rispettivi capigruppo, circolano di mano in mano dispacci d’agenzia sull’ultima proveniente da Napoli. Indubbiamente fa scalpore l’arresto del garante dei detenuti della città. Casa e bottega, dicono i più salaci onorevoli. Eppure è proprio così. Tempo addietro l’allora sindaco De Magistris ebbe la bella pensata di affidare l’incarico di tutore dei diritti di chi sta in carcere a uno di loro. Pietro Ioia, con i suoi buoni precedenti specifici. E chi si chiede che cosa passi per la testa a certi amministratori.

 

 

Particolarmente infuriato è il deputato leghista Gianluca Cantalamessa, che vanta in ricordo nitido della scelta che fece il sindaco della sua città: "Contestai a suo tempo la nomina voluta dall'ex sindaco de Magistris non perché un ex detenuto non possa riabilitarsi, anzi è la speranza che abbiamo nei confronti di tutti coloro che sbagliano, ma da subito quella nomina apparve inappropriata in considerazione del fatto che Ioia avesse cause in corso con la polizia penitenziaria e fosse stato condannato per traffico internazionale di stupefacenti e quindi non poteva essere quella figura di garanzia, né il punto di contatto tra l'amministrazione dello Stato e i detenuti”. Ma De Magistris se ne fregò e oggi se ne vedono le conseguenze. Iola finisce, anzi ritorna in galera, nell’ambito di un’inchiesta su droga e cellulari nelle carceri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Dentro la notizia, dunque.

 


Le indagini si sono svolte da giugno 2021 a gennaio 2022 e hanno condotto a individuare una vera e propria associazione a delinquere per cui venivano sistematicamente introdotti nel carcere di Poggioreale telefoni e droga. Tra le persone coinvolte nello scandalo anche Pietro Ioia. Quest’ultimo, potendo entrare in carcere liberamente, si occupava di introdurre i telefoni e la droga, previo compenso. Una vergogna senza pari.