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I Cinquestelle si scordino le presidenze della vigilanza Rai e del Copasir

Francesco Storace
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Le opposizioni litigano più della maggioranza. Hanno a disposizione meno poltrone di prima e chi è abituato da troppi anni a gestire potere senza consenso non sa come fare. Quindi, Pd e Cinque Stelle si stanno già posizionando per acciuffare le vicepresidenze di Camera e Senato: per le minoranze ce ne sono quattro e faranno due per ciascuno. Lasciando a bocca asciutta i compari indigesti, Calenda e Renzi. Uno potrebbe dire, fatti loro. Vero, ma fino a che non si compie il passaggio successivo, che è quello rappresentato dalla sostanza vera nella vita parlamentare. Perché un conto è presiedere quando capita l’attività parlamentare; altro è decidere – o contribuire a farlo – come controllare pezzi importanti di sfera pubblica.

Fuor di ipocrisia, come si comporterà l’opposizione quando si dovranno decidere le presidenze degli organismi che sovraintendono al controllo sulla Rai e al comitato chiamato a sorvegliare i servizi di sicurezza? Il centrodestra di governo può assistere indifferente alla rissa che si aprirà? Giorgia Meloni e i suoi alleati dovranno garantire solo una cosa: che la maggioranza lasci all’opposizione quelle due cariche (e ce ne sono anche altre, ma di minore importanza).

Ma non sarà affare delle sole minoranze decidere chi le rappresenterà. Perché ne va della credibilità delle istituzioni. In Parlamento c’è già chi – per ora sottovoce – si dice convinto della tesi che nelle commissioni di garanzia la maggioranza dovrà favorire soluzioni di dialogo e non di assalto alle istituzioni: tanto per non restare nel vago, quelle due presidenze vadano a Pd e Terzo Polo. Perché nessuno può costringere il Paese a rivedere un uso smodato delle istituzioni per fini di propaganda di parte. Rai e Servizi di sicurezza non possono diventare giocattoli per la politica dei Cinquestelle. Se le opposizioni sono tre, il centrodestra ha il dovere di sbarrare la strada ai Cinquestelle per quegli organismi. Basta con la demagogia a spese delle istituzioni.