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Nell'agenda Meloni dovrà figurare anche una rapida intesa sulla giustizia

Francesco Storace
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Tutti a parlare di economia ed è giusto. Perché è il primo pensiero di governanti e cittadini, con la crisi che incombe. Ma dietro le quinte i dossier aperti sono molti e potrebbe essere quello più facile da chiudere il capitolo giustizia.

La coalizione di centrodestra può portare sul tavolo di Giorgia Meloni un’intesa di fondo sulle principali questioni aperte, a cominciare dalla necessità di rivedere alcune delle sciagurate norme varate dal giustizialista Bonafede.

La ferita referendaria è ancora aperta: all’epoca della consultazione promossa da Salvini e dai radicali si disse che era materia parlamentare più che referendaria. Bene, dopo il voto c’è una maggioranza garantista che può finalmente puntare ad approvare una riforma vera e utile al Paese.

 

 

Aver sospeso la prescrizione, condannando tutti al processo senza fine; e aver assimilato i reati contro la pubblica amministrazione a quelli legati alla criminalità mafiosa, hanno suscitato l’inquietudine di molti. Il diritto non può essere stravolto.

E quindi ci si può tornare sopra per iniziativa della nuova maggioranza di governo, visto che in questi mesi di campagna elettorale si è molto battuto sul tasto del garantismo e della certezza della pena.

Se a questo si aggiungono la terzietà del giudice e i limiti all’appello dell’accusa assieme alla separazione delle carriere in magistratura, c’è materia per chiudere un accordo soddisfacente.

 

 

Ma non solo. In agenda ci sono anche le modifiche al reato di abuso di ufficio e l’abolizione della legge Severino.

A lavori parlamentari ripresi, dopo la formazione del governo e in parallelo alla redazione della manovra di bilancio, starà ai partiti che sosterranno il governo Meloni muovere i primi passi per sgombrare il campo dagli ostruzionismi.

Certamente quello della giustizia può anche essere un terreno di incontro con il partito di Calenda e Renzi, che a più riprese hanno criticato i provvedimenti pentastellati. E comunque si tratta di una questione sulla quale il centrodestra non si può permettere ritardi.