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A Luigi Di Maio il ciaone degli elettori: il trasformismo non può pagare persino alla sua età

Francesco Storace
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Potrebbe fare anche tenerezza, Luigi Di Maio cacciato dal Parlamento. Sui social si sono scatenati in tutte le maniere, ma in fondo se l’è cercata lui. Perché alla sua bella età avrebbe dovuto rappresentare un esempio per i giovani attenti alla politica, e invece si è comportato come il peggiore dei vecchi politicanti. Lui e il suo partitello scaturito dalla corposa scissione dai Cinque stelle, alla fine ha partorito un solo deputato, eletto nel collegio uninominale: Bruno Tabacci, che certo a politichese potrebbe impartire tante lezioni a Giggino. E infatti l’ha fregato. Impegno cinico, potremmo ribattezzare l’avventura.

Ma Di Maio è rimasto vittima di se stesso, della sua irrefrenabile ingordigia di potere. Però, se prometti la rivoluzione e poi ti avvolgi nel tonno che trovi nella famosa scatola, la fine che meriti è quella di questo 25 settembre che non dimenticherà mai. Lo dovevano candidare, quelli del partito di Bibbiano – proprio lui li aveva definiti così – prima a Modena, con l’insurrezione della base piddina. Poi gli avevano promesso un collegio nella “sua” Pomigliano, da dove è dovuto scappare per le contestazioni. Infine si è rifugiato a Napoli: sperava di passare inosservato nella grande città. Ma a punirlo è stato proprio un candidato proveniente da quello che Di Maio chiamava con disprezzo il partito di Conte ma che era invece ancora Cinque stelle: l’ex ministro Costa.

Paga il prezzo dell’incoerenza assoluta. È passato attraverso tre governi, sempre facendo il ministro. Poi quella scissione e gli anatemi in campagna elettorale contro il centrodestra. Non poteva pretendere affetto dagli elettori. Non se lo riprenderà più nessuno, probabilmente, perché i troppo furbetti alla fine non fanno strada. Ha pensato – e male – solo a se stesso, Giggino. Ora è diventato anche lui uno di quelli di prima che additava violentemente alla pubblica opinione. Ha tradito i suoi e gliel’hanno fatta pagare. Ciaone