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Gli irresponsabili che giocano per pareggiare, mica per vincere

Francesco Storace
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Penosi. Menefreghisti. Per loro, l’Italia è solo una pedina nei loro giochi politici. Sanno di aver già perso, temono come il tacchino il Natale che arriva domenica 25 settembre e implorano il pareggio agli elettori a mani giunte.

Fuori dalla coalizione di centrodestra c’è una genia politica che ha deciso di giocare allo sfascio. Sono quelli che vogliono trasformare il prossimo Parlamento in una gigantesca scacchiera.

Re, cavallo, alfiere: tutto va bene purché il centrodestra non ottenga la maggioranza dei seggi al Senato. Sì, l’obiettivo è quello.

 

 

In queste ore lo stanno teorizzando agli elettori. Lo sappiamo che non vinceremo mai perché ne abbiamo combinate troppe, ammettono dal Pd ai Cinque stelle e compagnia cantante, ma non menateci troppo. La soluzione c’è, dicono: alla Camera votate chi volete, al Senato – che è eletto su base regionale – scegliete noi. È il teorema che da Mastella arriva fino alla Puglia di Emiliano e torna nella Campania di De Luca. Quelli che non vogliono mai mollare il potere brigano – tentano di farlo – affinché lunedì prossimo non emerga una chiara maggioranza popolare a favore del centrodestra. In quel caso addio sogni di gloria e ci vediamo nelle arene parlamentari.

Confidano sulla benevolenza del Quirinale, dell’Europa, dei grandi media di questo nostro paese.

Circolano i sondaggi clandestini fasulli per orientare gli indecisi: non si rendono conto di non avere più la credibilità di convincere un solo italiano.

 

 

Del resto, chi corre per “pareggiare” anziché per vincere persegue solo l’obiettivo dei fatti suoi strafregandosene del destino della Nazione. Pareggiare vuol dire paralizzare ed esporre qualunque esecutivo non omogeneo politicamente e programmaticamente ai ricatti quotidiani.

È una storia già vissuta troppe altre volte. C’è invece bisogno di credere in una ripartenza dell’Italia, per poterla governare con programmi chiari. Occhio all’imbroglio. Hanno fatto il loro tempo, questi signori, e domenica sera sarà tutto molto chiaro. Basta andare a votare.