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Ma anche con Zelensky Di Maio balla in trattoria?

Francesco Storace
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Se questo è un ministro degli Esteri. Se la Repubblica italiana si può far rappresentare nel mondo da un tipo del genere. Ma che altro dobbiamo vedere dopo quella macchietta di ministro che si esibisce in trattoria? Una esibizione penosa che offre la considerazione che si dovrà avere di lui, da ora in avanti. Luigi Di Maio, professione ministro. Già, perché è stato questo il suo “lavoro” nella legislatura al tramonto. Lo ha fatto in tutti e tre i governi che si sono succeduti. Ha battuto persino il record di Giuseppe Conte che si è dovuto fermare a due esecutivi e pure opposta tra loro. Giggino si è riuscito ad infilare persino in quello di Draghi. Sarebbe quello dei migliori. E chissà se spunterà ancora dopo il 25 settembre.

 

 

Ma quell’immagine del “volo” al ristorante è davvero deprimente: si diverte, sua eccellenza, pur di accalappiare qualche voto “simpatico”. U’ guaglione. Chissà se lo fa anche quando vede Zelensky in una trattoria di Kiev. O nelle riunioni del suo manipolo di fuggitivi dal Movimento politico che gli ha donato una celebrità immeritata. Quella fotografia è l’epitaffio per una carriera politica conclusa nel segno del trasformismo. E le contestazioni che si becca a Napoli - nel collegio che gli ha elargito Enrico Letta - sembrano l’antipasto del 25 settembre. Un ministro da cabaret è l’ultimo spettacolo che ci saremmo aspettati di dover subire. Alla Farnesina la diplomazia è attonita, un ballerino al comando per un gruzzolo di consenso proprio non lo immaginavano.

 

 

Questo accade quando al governo arrivano gli improvvisati, quelli chiamato giustamente scappati di casa. Pensano che lo Stato sia cosa loro, che il decoro nelle istituzioni sia compito che spetta ad altri. Praticamente degli assatanati per un potere che promettevano di abbattere e che invece li ha avvolti, pronti a tutto - davvero a tutto - pur di non privarsene. E ha la faccia tosta, Di Maio, di parlare (male) degli avversari politici mentre si mette in mostra in maniera davvero indecorosa.