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Letta Draghi, come finisce un amore: “Il premier vale mezzo punto percentuale”

Francesco Storace
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Eppure sembrava amore. Che non era eterno, però. Per la serie la più sgangherata campagna elettorale del mondo, Enrico Letta ne ha rifilata un’altra delle sue, senza rendersi conto di quanto faccia male alla reputazione del premier in carica. Pur di continuare a fare braccio di ferro con Carlo Calenda e Matteo Renzi, il claudicante segretario del Pd è andato a sbattere malamente sulla popolarità del presidente del Consiglio, che pure un tempo osannava.

 

 

Sarà per la stanchezza, per i troppi comizi e per le delusioni da sondaggio, ma l’ultima che è uscita dalle labbra di Letta è davvero clamorosa. Eppure, la domanda era semplice semplice. Gliel’hanno posta nel corso del forum organizzato dal quotidiano 'Il Foglio' e da Utopia. Se dovesse vincere il centrosinistra e dovesse affermarsi il suo progetto, l'agenda Draghi sarebbe governata da Mario Draghi o da qualcun altro? Insomma, chi farebbe il premier?  "Io non sono come altri, Calenda e Renzi, che usano palesemente Draghi – ha detto testualmente Letta - per riuscire a lucrare uno 0,5% in più. Ho troppo rispetto nei confronti della persona e dell'enorme risorsa che è per l'Italia per usarlo così, però posso dire che il Pd è stato il partito di gran lunga più serio, più lineare all'azione del governo Draghi e che naturalmente sarà in grado di portare avanti una linea che è stata positiva per il nostro Paese".

 

 

Ma quel mezzo punto percentuale che attribuisce a SuperMario, tradisce un concetto di fondo, che sta sempre in cima al pensiero di certa sinistra. Usa e getta, e così è stato anche nei confronti di Draghi. Poteva continuare il suo lavoro, il presidente del Consiglio, senza i Cinque stelle. Ma Letta non volle. Evidentemente perché non ha valore elettorale, dice il segretario del Pd…