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Calenda il corteggiato. Appelli dal Pd, ma la confusione è massima

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Francesco Storace
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Calenda fa il corteggiato. Si diverte da matti a dare ultimatum, a lanciare anatemi, compone e scompone fino a che il Pd non gli dirà basta. Al Nazareno già faticano a capire come acciuffare i voti dei Cinque stelle dopo il no di Letta a Conte perché Conte ha detto no a Draghi, ci mancava solo Azione a farli impazzire. Alla fine si uniranno con Calenda, che cadenzerà ancora le loro giornate con i suoi pro e contro l’alleanza “contro le destre” che intanto volano verso la vittoria del 25 settembre.

 

 

Chi mastica di politica ha mille ragioni per trasecolare di fronte a quel che offre il mercato dei partiti, e in particolare osservando i movimenti di Azione. Calenda ha fatto di tutto per scippare ministri a Forza Italia. Pur di allearsi con il Pd è pronto a nascondere nel retrobottega del proporzionale Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna. Sarebbe un sacrificio, per non farle bocciare dagli elettori del Pd. Però vuole qualcosa in cambio. Non mi fate trovare le teste dei “vostri”, però, e sarebbero le reclute del Nazareno pescate tra gli ex Cinque stelle – Di Maio in primis – e poi all’estrema sinistra, come Bonelli e Fratoianni. Non li mostrate sulla scheda, i miei elettori non li gradiscono, candidateli sul proporzionale. È qualcosa di mai visto, oggettivamente, come se un domani non dovessero allearsi con costoro in caso di improbabile vittoria.  Stanno prendendo in giro gli italiani.

 

 

Comunque, il Pd continua a rinnovare appelli all’unità, senza veti e condizioni. E come si fa con Calenda che pretende di fare il coleader della coalizione di sinistra? E come farlo digerire ai reprobi che a lui non piacciono? Ma come, dicono al Nazareno i più refrattari all’alleanza con Calenda, ci ha rubato un seggio al Parlamento europeo dopo essersi candidato con noi, poi ha tentato di far perdere Gualtieri a Roma correndo contro di lui, e noi stiamo ancora a perderci tempo? Tutto vero, fa capire Letta, ma ci serve. Il problema è capire se una roba così serve all’Italia. La confusione è massima.