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Sarebbe bello sapere già in quale collegio faranno campagna col Pd la Carfagna e la Gelmini

Francesco Storace
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Per carità, Carlo Calenda può fare quel che vuole con chi ricicla dopo aver combattuto. Non è la stessa cosa per chi ci si accoppia, come le ministre Carfagna e Gelmini che hanno fatto la ola al leader di Azione per un seggio nel prossimo Parlamento.
Sapendo che alla fine della fiera se lo dovranno sudare in alleanza col Pd, nella coalizione dove Calenda le porterà, accettando persino la compagnia di Nicola Fratoianni e soci. A loro due canteranno il benvenuto a suon di Bella ciao.
Quest’impresa è davvero orrenda, perché cancella tantissimi anni di battaglie politiche, durante i quali proprio la sinistra ha duramente contestato entrambe. Anche con più di qualche volgarità, che non ha risparmiato davvero nessuna delle due.

 

 
Sarebbe interessante sapere sin da ora in quale collegio si cimenteranno, Carfagna e Gelmini, per sapere quanto calorosa potrà essere invece l’accoglienza degli elettori di centrodestra nel vederle a braccetto con i capi di una sinistra davvero pronta a tutto pur di andare “contro le destre”.
Il centrodestra viene individuato come il nemico e chi ha militato al suo interno, ricevendone gli onori di stare in Parlamento e al governo, viene usato come scudo umano contro i suoi leader. E nel caso di Carfagna e Gelmini è davvero penoso vederle schierati dalla parte opposta di Silvio Berlusconi. Un voltafaccia inaspettato da parte di chi senza il leader azzurro non avrebbe mai potuto ambire a carriere tanto folgoranti.

 

 


Farsi trascinare dalla parte opposta del campo è davvero insensato. E triste per gli elettori che si sono rappresentati. Quanto è candida la Carfagna, che ai giornali dice che le alleanze sono obbligate per il sistema elettorale. Invece la dignità no? Prevale la poltrona a tutti i costi? Chiunque la metta a disposizione?
Sono tentativi di ricollocazione personale, destinati comunque all’opposizione – se mai ce la faranno ad essere elette – nella prossima legislatura. Spettacolo davvero triste,