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Il Centrodestra vince se non commette gli errori della sinistra

Francesco Storace
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La partita per il Centrodestra è abbastanza agevole: a patto di non commettere gli errori della sinistra. Da quella parte del campo la confusione è massima ed è ben simboleggiata da Carlo Calenda. Il leader di Azione mette paletti su paletti, il più importante dei quali è contro i Cinque stelle. Poi, anche sull’estrema sinistra, questione che si chiude comunque con un gruzzolo di collegi in più. Ma se si allea col Pd - anche mascherando il tutto con le furbizia di necessità “tecnica” - chi dal Centrodestra guarda a lui tornerà rapidamente da Meloni, Salvini e Berlusconi. Se non ci si allea, il Centrodestra vince a spasso.

 

 

Per questo ha poco senso discutere troppo. C’è abbondanza di seggi alle porte, c’è un mare di nomine da gestire dopo e soprattutto c’è un’Italia da risollevare. Uomini e donne ci sono, la legge elettorale garantisce anche un sostanziale equilibrio di genere, le competenze anche, senza farsi condizionare da un giornalismo interessato solo a fare male. Enrico Letta non può allearsi con i Cinque stelle e questo gli costerà un salasso elettorale a sinistra: agenda sociale contro agenda Draghi. E come farà il segretario del Pd a controbattere… Se la campagna elettorale, con i sondaggi veri di settembre, promette bene per il Centrodestra, dunque, la condizione è appunto non sbagliare.

 

 

L’auspicio - una volta superata la burrasca su premiership e collegi - è che si tiri fuori un programma che indichi la rotta per la Nazione. Per restituire serenità ad un paese collassato da troppe emergenze: economico-sociale, sanitaria e persino bellica. Gli italiani hanno bisogno di uscire dalla paura dell’oggi e per questo sono ridicoli gli attacchi da sinistra sul Fascismo. La guerra è finita da un pezzo, se ne renderanno conto prima o poi. Per serietà e per rispetto dei cittadini che non ne possono più.