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Le date lo confermano: di centrodestra i governi più longevi della seconda repubblica

Francesco Storace
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Prepariamoci a sentirne di tutti i colori, da qui al 25 settembre. L’America preoccupata, i fascisti alle porte, l’economia in mano a Putin: ci sarà da sbizzarrirsi con le urla da sinistra contro il centrodestra verso la vittoria.
Poi, arriveranno i columnist che ammoniranno sulla stabilità. Quanto dureranno al governo, diranno severamente fingendo di non conoscere la storia, perlomeno dal ’94 ad oggi, da quando il centrodestra esiste.

 


A Palazzo Chigi si sono conosciute le formule più disparate, si sono alternati tanti premier, eppure il record di maggiore longevità di governo spetta proprio al centrodestra: primo in classifica il secondo esecutivo Berlusconi, dal 2001 al 2005 per ben 14112 giorni; e il quarto governo del leader azzurro, dal 2008 al 2011, altri 1287 giorni.
E proprio questo ha avuto anche il record di essere stato l’ultimo indicato dal popolo italiano nelle elezioni 2008. Da allora, solo manovre di Palazzo senza alcun collegamento col consenso popolare richiesto prima del voto: Mario Monti, dal 2011 al 2013. Letta, poi Renzi, poi Gentiloni, i due governi Conte e quello di Draghi.
Fra tutti questi si potrebbe citare il solo Conte 1 come rappresentativo dei partiti che avevano vinto le elezioni 2018, ma senza un’alleanza preventiva di fronte al corpo elettorale.

 


Ma non ci sono stati governi di sinistra che siano riusciti ad eguagliare il primato dei governi Berlusconi quanto a durata in carica. Pervchè hanno caratterizzato le loro coalizione solo contro il avversari, mentre il centrodestra ha sempre avuto valori comuni.
Certo, i problemi capitano anche nel centrodestra, ma mai con il patatrac che succede ogni volta che si agitano gli elefanti della sinistra. In frantumi è appena andata l’alleanza del campo largo, per le ambigue manovre escogitate da Letta e Conte. Ci ha rimesso Draghi e ora tentano di scaricare la colpa sul centrodestra.
Ma di qui a settembre bisognerà parlare di programmi e di futuro: le carte in regole le avrà, ancora una volta, proprio il centrodestra.