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Conte sta sbagliando? Forse, ma è indecente a rimproverarlo sia Di Maio

Francesco Storace
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Il cicaleccio a cavallo tra le due Camere punta il dito contro Giuseppe Conte. Ma qui l’ex premier non cerca i consensi che mancano nel Paese al Movimento pentastellato. La scelta di azzoppare il governo sarà misurata nelle prossime settimane dai sondaggi e ci sta che i decibel dei politici che lo contestano si impennino. Purtroppo per Draghi si sono sottovalutate una serie di richieste, ma probabilmente quel che ha fatto da detonatore è stata la scissione dei seguaci di Di Maio, che in 48 ore hanno scatenato un cataclisma politico nel fronte grillino.

 

 

Nei corridoi, proprio Conte ha sibilato che Draghi abbia sostenuto la fuga del ministro degli Esteri. E qui sta il tema della sensibilità ferita, dell’onore calpestato. È una dinamica che chiunque conosca le cose della politica comprende bene. Ognuno si fa una propria valutazione sulle mosse M5s, ma quel che appare davvero indecente è la critica continua mossa proprio da Di Maio al suo ex capo politico. Il ministro è arrivato a denunciare che la voglia di lasciare il governo era stata pianificata da mesi. Ma non lo aveva detto a nessuno, però. Insiste, Di Maio. “Sperano in 9 mesi di campagna elettorale per risalire nei sondaggi, ma così condannano solo il Paese al baratro economico e sociale”.

 

 

Detto da chi aveva una qualche confidenza con i gilet gialli francesi e un’avversione verso il presidente della Repubblica Mattarella al punto di spingersi all’impeachment, suona un po’ patetico. Legittimo tentare di meritarsi ancora la poltrona, ma il dileggio è davvero roba che non si può ascoltare. Avrebbe dovuto essere proprio il premier, probabilmente, a placare i bollori del titolare della Farnesina. Invece si è scelto di inasprire i rapporti con Conte e i suoi. E queste cose nella politica contano sempre e hanno conseguenze drammatiche. È quello che sta succedendo.