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Sfracelli? Salvini risponde a Draghi sui problemi reali degli italiani

Francesco Storace
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Te li faccio vedere io gli sfracelli. La risposta di Matteo Salvini a Mario Draghi non si è fatta attendere, ma non attraverso una battutaccia come quella che il premier ha plasticamente evidenziato davanti ai giornalisti. Poteva risparmiarsela, Draghi. Un presidente del Consiglio non si può permettere simili insofferenze nei confronti di chi lo sostiene da oltre un anno a Palazzo Chigi. Salvini, col sostegno al governo, ha risposto all’appello del Presidente della Repubblica, ma ha anche pagato un tributo enorme in termini di simpatie popolari. E Draghi si permette di sbeffeggiare? No, Salvini non fa l’offeso come Giuseppe Conte. Ma pone sul tavolo del governo questioni concrete. Come quelle che riguardano tantissimi lavoratori che dal 31 dicembre prossimo rischiano di ritrovare di fronte a sé lo spettro della legge Fornero sulle pensioni. E quelle, ad esempio, che travagliano la vita di quindici milioni di italiani vessati dalle cartelle esattoriali.

 

 

Il premier non vuole saperne della pace fiscale? E come pensa di poter andare avanti ignorando una domanda di giustizia sociale che certo non arriva da parte di chi evade le tasse. Si parla di contenziosi inferiori a diecimila euro… e Draghi si permette di fare lo splendido. I soldi? Lo Stato li deve mettere con una manovra di scostamento di bilancio. Anche perché altrimenti non si mantengono le promesse, a partire dal salario minimo e dal cuneo fiscale.

 

 

Draghi non può pensare di eludere le domande di chi sostiene il suo governo. Perché poi la faccia ce la mettono proprio i partiti e a quanto pare di capire Salvini si è stancato della corsia privilegiata che certa sinistra vanta con Palazzo Chigi. Gli italiani hanno diritto a trovare rappresentanza e soluzioni ai loro problemi. La sinistra pensava fossero droga libera e cittadinanza facile. Salvini ha messo sul tavolo cose più serie.