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Occhio, il fuoco alla sede leghista di Firenze rischia di essere solo un antipasto

Francesco Storace
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Il clima è rovente e non solo per un caldo diventato insopportabile. Ma la vigilia dell’autunno deve cominciare a preoccupare. Le tensioni sociali che si profilano già si manifestano a colpi di intolleranza. Guai a sottovalutare alcuni episodi.
Da una parte i social: quanto accaduto alla deputata di Fdi Montaruli è indicativo di una voglia di violenza verbale incomprensibile. Ma poi c’è anche qualcosa che va oltre e che oggettivamente spaventa.
Nelle scorse ore, a Firenze, si è rischiato davvero grosso. Mentre un gruppo di militanti era riunito nella sede della Lega del capoluogo toscano, qualche delinquente ha tentato di appiccare il fuoco. Gesto dimostrativo o volontà omicida? Solo gli investigatori potranno chiarirlo, ma certo non è normale quello che è successo; e peggio ancora quel che poteva succedere.

 


Chi ha vissuto gli anni di piombo conosce bene quel tipo di micce socio-politiche che ogni tanto qualcuno innesca. E quanti guai possono provocare. 
C’è davvero urgenza di bloccare i gruppi violenti, pur facendo attenzione a non criminalizzare ogni dissenso. Che non può manifestarsi certo a suon di insulti o peggio ancora dando fuoco ad una sede di partito.
Ma la situazione sociale è quella che è e nulla può farci escludere con certezza che non riemergano gruppi paraterroristici che hanno già insanguinato l’Italia approfittando delle difficoltà economiche della Nazione per reclutare manovalanza. 

 


Si comincia con l’antipasto, “allenandosi” contro il nemico politico e poi si mira con precisione a far male alla società e allo Stato attraverso attentati simbolo.
In questo clima c’è persino il rischio di solidarietà a chi spara e non alle vittime. Guai ad una prospettiva del genere, che sarebbe davvero tragica per la convivenza civile.
Ecco perché non si deve sottovalutare quello che sta accadendo. Ci sono teste davvero calde pronte a fare di tutto, sfruttando ogni occasione per fare del male.