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Anche Fico si schiera con Conte: ma il governo potrà andare avanti?

Francesco Storace
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Ma sì, mischieranno armi e descalation in un ma anche di veltroniana memoria e passerà anche questa nottata. Ma la domanda che si deve porre anzitutto Mario Draghi è una: il governo può andare avanti col primo gruppo parlamentare spaccato a palazzo e senza consensi nella società? Perché in fondo il tema è proprio questo. Si può scampare il pericolo sulla guerra russo-ucraina con una risoluzione acconciata alla meno peggio, ma la crisi fortissima divampata nei Cinque stelle non è risolvibile: tra Conte e Di Maio ne resterà uno solo e Draghi rischia grosso.

 

 

L’ipotesi della scissione - che in molti danno per prossima a Palazzo - affloscerà il peso specifico pentastellato. E del resto anche i consensi elettorali ormai sono al minimo storico. È complicato per il governo andare avanti così. Anche perché - quasi a sorpresa - a dare manforte a Conte contro Di Maio ci si è messo anche un pezzo da novanta come Roberto Fico. Il presidente della Camera non ha esitato nell’esprimere un giudizio duro sull’atteggiamento del ministro degli Esteri: “Siamo arrabbiati e delusi. Non riesco a comprendere perché Di Maio attacchi su delle posizioni rispetto alla Nato e all’Europa che nel movimento non ci sono e di cui non si discuteva prima e non si discute ora. Di Maio pone una questione non vera. Il movimento non è mai stato contro la Nato. Mi dispiace che Di Maio attacchi il movimento su un cosa non aderente alla realtà”, ha affermato parlando della crisi interna al Movimento.

 

 

Parole come pietre che certo alla Farnesina non saranno gradite. Ma è il prezzo che si paga quando si aprono conflitti di questa portata. A Palazzo Chigi stanno con le orecchie allertate e già si chiedono quale sarà il prossimo obiettivo di Conte in uno scontro che non sembra finire mai.