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Elena non è stata l'unica: centinaia di bambini in Italia vittime di infanticidi

Francesco Storace
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Non c’è solo la tragedia di Elena a far sprofondare nel dolore incredulo un’intera comunità. Perché in realtà i minori vittime di fatti così sanguinosi come quella avvenuta nel catanese sono sempre di più. La deputata di Fratelli d’Italia Maria Teresa Bellucci ha fatto una ricerca meticolosa e i numeri sono devastanti, centinaia di ragazzini nell’arco di un decennio. La parlamentare ha preso carta e penna e ha rivolto un’interrogazione al ministro delle politiche sociali Andrea Orlando, invitandolo a svolgere una seria azione di verifica e monitoraggio di una realtà che è drammatica. “Dal 2000 al 2017 in Italia 447 bambini sono morti per mano dei genitori o familiari e i dati più recenti, seppure non ancora aggiornati, parlano di quasi 500 bambini uccisi da una mamma o un papà”, è il tristissimo dato che emerge dall’interrogazione.

 

 

Che cosa deve fare il ministero? È ora di “affrontare il tema di una seria riforma dei servizi sociali, puntando sul potenziamento degli organici negli enti locali mediante figure specializzate, quali assistenti sociali e psicologi, adeguatamente e costantemente formate”. E questo perché l'Italia conta 1 assistente sociale ogni 15.000 abitanti, contro una media europea di 1 su 5.000, e 1 psicologo ogni 12.000 abitanti rispetto a una media europea di 1 su 5.000: “numeri che ben rappresentano l'emergenza che si deve affrontare”. Appare sempre più evidente che le condizioni di disagio e fragilità non possano essere affrontate a mani nude. Finora si è registrato – denuncia Fdi - lo smantellamento dello stato sociale, e non il suo potenziamento, magari coinvolgendo anche le scuole di ogni ordine e grado e i servizi educativi; un approccio che dovrebbe essere doveroso, in linea con i migliori standard europei, ma che non trova lo spazio che merita neppure all'interno del PNRR.

 

 

Ma è evidente che non può esserci priorità maggiore per le istituzioni che proteggere il diritto alla vita dei più piccoli. Di qui la sollecitazione all’esecutivo per assumere “una puntuale opera di monitoraggio, prevenzione e trattamento delle condizioni di disagio, come quelle in cui è vissuta la piccola Elena, anche attraverso una seria riforma dei servizi sociali”.