Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il Pd ora attacca Meloni perché vuole scegliersi gli avversari

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

C’è da chiedersi se per essere considerati maturi democratici in questo Paese bisogna essere sempre giudicati dal Pd. È una pretesa insopportabile quella di Enrico Letta, che adesso ha infilato nel suo mirino personale Giorgia Meloni. Ogni giorno un attacco e di quelli sempre più pesanti. L’ultimo della serie sta in un video con un discorso in Spagna della leader di Fdi e tanto di tweet, a conferma dell’avvio di una campagna decisa a tavolino: “Un discorso intriso d'odio: nuovo complottismo e vecchia retorica novecentesca insieme. A braccetto con la peggiore destra europea”. Al Nazareno sono impazziti.

In quel discorso sono semplicemente tratteggiate nette differenze valoriali tra destra e sinistra, come accade in tutto il mondo. Ma per il Pd parlare ad esempio di famiglia anziché di coppia significa incitare all’odio. E si potrebbe continuare a lungo.

La colpa della Meloni, in realtà, è quella di puntare in alto, alla premiership, e al partito di Enrico Letta questo non va proprio giù. Esattamente come hanno fatto con Silvio Berlusconi prima e Matteo Salvini poi, il nemico potenziale va sempre demonizzato contro ogni tentazione elettorale.

 

 

Questo significa fare a pezzi la nostra democrazia. Perché gli elettori hanno il diritto di maturare i loro giudizi al di fuori di ogni tentazione propagandistica di parte. Che, per carità, ci sta ma non dovrebbe mai sfociare nella demonizzazione dell’avversario temuto in un determinato momento storico.

Continueranno così, c’è da scommettere, perché è nella natura di una sinistra faziosa pretendere di scegliersi gli avversari.
Ma anche per questo l’auspicio di molte seconde file parlamentari è quello di veder ritrovare una reale unità d’intenti, più solidale, tra i leader di una coalizione che vede vicino l’appuntamento con il governo dell’Italia non può permettersi divisioni. Che rappresenterebbero un immeritato regalo alla pretese di un Pd sempre più arrogante.