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Anche Enrico Letta ha il dovere della prudenza: il caso Genova

Francesco Storace
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Ma come si fa… perché Enrico Letta deve farsi individuare con una notevole improntitudine per un gruzzolo di voti. Ce ne eravamo accorti in tante altre occasioni, ma il limite è sempre superato. 
È andato a fare campagna elettorale a Genova bacchettando il sindaco in carica, Bucci, dato vincente da tutti i sondaggi. Gli ha tirato le orecchie, “il ponte nuovo non è merito suo”.
Letta non si faccia spacciare per  smemorato dimenticando il lavoro del Centrodestra di governo attorno a quella grande opera dopo il crollo del ponte Morandi che lasciò attoniti tutti gli italiani per le decine di vittime che quella tragedia immane provocò. Era Ferragosto e mai si sarebbe potuta immaginare una tragedia del genere. Ma ci si rimboccarono le maniche per restituire alla città il suo diritto a tornare alla vita.

 

 

Purtroppo la campagna elettorale gioca brutti scherzi, come gli ha ricordato il leghista Rixi, che le vicende legate al ponte le conosce bene per averle vissute dal governo. Letta è segretario di quel Pd che ha tentato di ostacolare la ricostruzione in tutti i modi in Parlamento, a partire dalle commissioni: il suo partito votò no al decreto per Genova. E che Letta arrivi in città a criticare l’amministrazione in carica lascia davvero basiti. A riprova di quanto i cittadini genovesi - e non solo - siano ancora offesi per quel modo di procedere, è ancora vivo il ricordo di quella valanga di fischi che in Chiesa, ai funerali delle vittime, accolsero l’allora segretario Pd Maurizio Martina.

 

 

E ora, per quei voti che difficilmente avrà, Letta arriva a Genova a fare la morale. L’amorale, potremmo chiosare. È davvero un peccato, caro Letta, il tentativo di appropriarsi di un decreto che il Pd di allora tentò invano di sabotare. E la denuncia di Rixi è quanto mai opportuna, perché è davvero incredibile il colpo basso tentato dal Pd contro il sindaco Bucci. Che potrebbe vincere già al prima turno e questo manda al manicomio la frastagliata coalizione di sventurati che gli si contrappone.