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Nel prossimo Parlamento spunterà anche Italexit di Paragone

Francesco Storace
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Sorpresa: arriverà in Parlamento una nuova forza politica. Se Nando Pagnoncelli ha ragione con i suoi sondaggi, nella prossima legislatura a guastare un po’ i progetti dei partiti tradizionali ci si metterà Gianluigi Paragone, che ha avuto coraggio nel chiamarsi fuori dal “sistema” con un drappello di Parlamentari.
La sua creatura si chiama Italexit e nonostante il silenzio mediatico che l’avvolge, è stimata già al 4,5 per cento dei consensi degli italiani. Più dei Verdi, più di Italia Viva di Renzi, più di Azione di Calenda, insomma il primo dei “piccoli”. E senza i mezzi importanti di chi sta avanti a lui. Senza redazioni a sostegno.
Subito dopo Forza Italia nella classifica dei numeretti dei partiti arriva lui, Paragone. Roba da stropicciarsi gli occhi, da non crederci.

 

 

Eppure è così. Una formazione politica nata per dire no a questa Europa burocratica già si afferma per dare rappresentanza al popolo degli stufi… In fondo se ne sentiva la mancanza.
C’è da riflettere attentamente su un consenso che cresce in bassa frequenza. Con lui Paragone ha altri tre senatori: William De Vecchis, Mario Giarrusso, Carlo Martelli. E una deputata, Jessica Costanzo. Una brigata di combattenti che si è formata in mezzo al popolo negli anni della pandemia e della guerra. Da oggi in poi nessuno li sottovaluti. Sembra romantico il loro percorso.
Paragone la racconta cosi: “Siamo sulle stesse battaglie dei piccoli imprenditori e dei lavoratori”. Non solo: “E sul piano internazionale la critica profonda a Nato come braccio armato degli Usa”.

 

Il naso ci dice che Italexit sia destinata a crescere. Nella profondità vacua del pensiero unico, è quasi un destino la presenza crescente di chi vuole dire basta ad un sistema di regole che strozza i popoli. Tutto sta a vedere quanto ce la faranno a sottrarsi dall’abbraccio opprimente dei palazzi. Ma intanto ci saranno.