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L'Europa fa carta straccia delle promesse di Draghi al centrodestra sulle tasse sulla casa

Francesco Storace
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Chi ha una casa di proprietà deve morire di paura. L’avvertimento è stato ribadito da Paolo Gentiloni, commissario europeo targato Pd, che è tornato ad insistere sulla riforma del catasto. Il che, detta in soldoni, sembra voler rispondere all’accordo tra Mario Draghi e il centrodestra di governo che era stato sbandierato nelle scorse settimane.
L’Europa vuole imporci la maledizione maggiorata delle tasse sulla casa: le smentite di prammatica lasciano il tempo che trovano, ma la musica è la stessa.

 


Gentiloni, del resto, è stato drammaticamente chiaro. “I valori catastali in Italia sono superati” e il nostro Paese deve allinearli “ai valori correnti di mercato”. Il mattone ce lo daremo in testa, insomma.
Il trucco è sempre lo stesso, negare aumenti delle tasse sulla casa, ma obbligando il governo alla riforma del catasto. Se non è zuppa è pan bagnato, perché un cambiamento del genere comporta come conseguenza proprio l’inasprimento della pressione fiscale sulla proprietà della casa.
E si ha pure la faccia tosta di lamentarsi delle proteste del centrodestra, sia esso di governo o di opposizione. Gentiloni finge di ignorare che la tutela della casa è fondamento delle politiche del centrodestra fin da quando esiste e non può essere subito a cuor leggera la distruzione di un caposaldo programmatico da parte dell’Unione europea a danno dei cittadini italiani.

 

 


Se ne fa portavoce proprio Confedilizia, che del tema capisce più di Gentiloni: “La Commissione europea conferma che la riforma del catasto inserita nella delega fiscale serve ad eseguire la raccomandazione Ue di aumentare le tasse sulla casa. A questo punto, per difendere i risparmi degli italiani, l’unica strada è bloccare le riforma”.
Parole chiare che hanno come destinatari quei partiti – a iniziare proprio dal centrodestra – che non ne vogliono sapere di spolpare ulteriormente i contribuenti italiani, E sono loro a dover pretendere da Draghi uno stop alle imposizioni di Bruxelles.