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Nel silenzio, passi in avanti per l'estradizione dei terroristi italiani dalla Francia

Francesco Storace
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La giustizia si fa strada, nel tempo e anche da lontano. Nei palazzi della politica – decisamente poco affollati in questi giorni – si registra, anche se non da tutti gli schieramenti, una indubbia soddisfazione per le notizie che arrivano da Parigi. Si sta lavorando per davvero all’estradizione dei terroristi italiani lì rifugiati negli anni scorsi. 

Stando a quel che si è appreso, la Corte d’appello del tribunale di Parigi ha iniziato da pochi giorni l’esame delle richieste di estradizione inviate dallo Stato italiano contro dieci ex terroristi di sinistra che vivono in Francia

È una vicenda che si trascina da diverso tempo ed è una battaglia politica che ha avuto il suo apice col governo gialloverde, il primo di Giuseppe Conte con Cinque stelle e Lega. Si accompagnò al ritorno in manette di Cesare Battisti (nella foto) dal Sudamerica dopo la latitanza dorata che pure trascorse in Francia.

Dopo la parentesi del secondo governo Conte – quello con la sinistra per intenderci – c’è stata un’accelerazione con l’esecutivo di Mario Draghi con il rilancio delle varie “pratiche”.

A rendere noto che si procede di gran corsa è stato Le Monde, il cui resoconto in Italia è stato diffuso proprio da via Bellerio. La soddisfazione c’è tutta proprio per aver determinato quella battaglia politica e giudiziaria.

Si fa sentire in particolare il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, per il quale “è positivo che la Corte d’Appello di Parigi abbia iniziato l’esame delle richieste di estradizione per gli ex terroristi italiani di sinistra riparati in Francia. Ora si arrivi quanto prima all’esito di queste procedure. C’è un solo epilogo possibile per questa vicenda: verità e giustizia”.

Ed è evidentemente questo l’auspicio di quanti hanno subito la macchia del terrorismo sull’Italia negli anni bui della Repubblica. E la battaglia per la giustizia con la pena da scontare nelle carceri italiane è un atto dovuto.