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Quei messaggini della Von der Leyen sui vaccini esigono chiarezza

Francesco Storace
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Trasparenza vietata nei Palazzi dell’Europa. Tiene banco nelle stanze dell’Europarlamento una discreta bomba lanciata dal New York Times, che ha rilevato tempo addietro la storia del messaggini tra Ursula Von der Leyen e il Ceo di Pfizer per l’acquisto dei vaccini antiCovid. Sì, messaggini. Che sembrano inaccessibili. Perché il cronista del giornale americano ha inoltrato addirittura domanda di accesso agli atti, ma la Commissione europea dilata i tempi.

 

 

E nell’assemblea di Strasburgo il caso è stato sollevato dalla Lega con una interrogazione. “Trasparenza un dovere amministrativo ed etico, lo dobbiamo ai cittadini”. “Sul caso degli Sms scambiati tra Ursula Von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer durante la contrattazione dei vaccini non può e non deve esserci nessuna ombra: l’Ue deve fare chiarezza. La trasparenza per chi ricopre un ruolo istituzionale di così alto livello non è solo un dovere amministrativo ed etico, ma garanzia del proprio buon operato, senza illazioni, dubbi o fraintendimenti. Purtroppo sull’emergenza Covid più volte l’Ue ha mancato di trasparenza, dalle rivelazioni di Wikileaks sui finanziamenti al laboratorio di Wuhan ai contratti di acquisto dei vaccini in larga parte censurati. Su un tema così delicato come la pandemia, la chiarezza diventa imperativa e irrinunciabile. E lo stesso “mediatore europeo” – che equivale al difensore civico italiano - ha evidenziato come l’accesso ai documenti Ue sia un diritto fondamentale”. A parlare così è stato Alessandro Panza, europarlamentare leghista, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo, nel dibattito su Trasparenza e norme amministrative e sul caso degli Sms tra Ursula Von der Leyen e il capo di Pfizer.

 

 

Ma non solo la Lega. Anche altri gruppi hanno chiesto chiarezza: “La Commissione europea ha una sua errata interpretazione delle regole sulla trasparenza e non sono io a dirlo, ma la cattiva amministrazione è stata dichiarata dall’Ombudsman (o mediatore) europeo“: lo ha affermato l’eurodeputata di Renew Europe, Sophie in ‘t Veld. “E’ arrivato il momento che la presidente von der Leyen spieghi se i messaggi siano stati cancellati o meno“, ha affermato in ‘t Veld. “Non possiamo fidarci del guardiano dei trattati”, la Commissione, “se questo continua deliberatamente e coscientemente a interpretare male le regole sulla trasparenza”, ha aggiunto l’eurodeputata liberale.