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E Palamara svela i suoi dubbi anche sulla morte di David Rossi (Mps). Si indaga o no?

Francesco Storace
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“Io non dico, perché non ho elementi per farlo, che David Rossi è stato ucciso. Dico che fin dal primo secondo tutti a Siena – magistratura compresa – hanno una fottuta paura che sia stato ucciso, che l’inchiesta sulla banca e quella su di lui si possano in qualche modo fondere”: parole come pietre, pesantissime, soprattutto se a pronunciarle è un ex magistrato eccellente di nome Luca Palamara. Ormai questa storia merita il massimo di chiarezza, e tenta di portare alla ribalta un pezzo di verità e qualche dubbio da fugare, il nuovo libro che Palamara ha scritto assieme al direttore di Libero, Alessandro Sallusti. Una vicenda davvero intricata, nella quale si annidano mille misteri mai risolti. Proprio a partire dalla morte di David Rossi, uomo comunicazione della banca e morto volando da una finestra.

 

 

E’ suicidio, dissero tutti all’epoca. O quasi tutti. E ora, anni dopo, si comincia a far luce su quello che si comincia ad immaginare come delitto. Continua Palamara: “Vogliamo parlare della pista dei festini?”. Un giro gay con tanto di escort in cui si volevano coinvolti anche inquirenti: “I casi sono due: o è vera, e allora si sarebbe dovuto andare a fondo, o è un chiaro tentativo di depistaggio, eventualità per certi versi più grave e inquietante della prima”. Ma non sembrano tutti decisi a cercare la verità. Si scrive ancora nel capitolo del libro Lobby e logge in un ultimo passaggio dedicato a Giancarlo Pittelli, avvocato penalista tutt’ora detenuto a seguito di un’altra inchiesta, in Calabria, che ha dell’incredibile.

 

 

Alla morte di David Rossi, Pittelli avrebbe detto che Rossi non si è suicidato e che se fosse venuto fuori il nome dell’assassino sarebbe stato un grosso casino. Palamara sulla vicenda scrive: “Io non so come Pittelli faccia a dire questo, ma so chi è uno degli avvocati da cui potrebbe averlo appreso. Giuseppe Mussari, capo e amico di David Rossi, dal 2006 al 2013, di fatto padrone del Monte dei Paschi di Siena. Sulla scrivania di Rossi c’era un biglietto in evidenza con il nome ed il numero di Ettore Gotti Tedeschi (Banchiere dello Ior estromesso dal vaticano). Ma anche referente di banco Santander, il colosso spagnolo da cui Monte dei paschi nel 2007 rileva Antonveneta a prezzi esorbitanti. La morte di Rossi, comunque sia andata, non è un semplice fatto di cronaca (…) ed in questo caso capita che i magistrati siano usati, pedine di giochi che passano ben sopra le loro teste”. Sicuri che non si deve indagare ancora e più seriamente?