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Scappare dall'aula, fuggire dal confronto: ecco il centrosinistra

Francesco Storace 
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Trenta secondi per votare. Anzi no, meglio non votare proprio. Ecco la sinistra italiana, signore e signori.
Una strana pausa dei lavori quella a cavallo tra due scrutini di giornata. Sull’elezione del Presidente della Repubblica la fuga dello schieramento subordinati ai voleri di Enrico Letta: siccome il centrodestra propone la candidatura della seconda carica dello Stato e non di un criminale, Pd e Cinque stelle, Leu e Italia Viva si danno alla fuga. Scappano. Non si presentano in aula. Lo aveva fatto anche il centrodestra? Sì, ma in assenza di qualsiasi candidatura. Ora c’era, ma la sinistra l’ha oltraggiata non presentandosi e non votando per nessun altro. Non hanno niente da dire, i grandi elettori più piccoli che ci siano.

 


Di più, prima della votazione inaugurale della giornata, Matteo Salvini aveva invitato i leader dello schieramento a incontrarsi per parlare. Niente da fare, neppure le parole, oltre ai voti. Ma è questa la politica, signori? È questo il rispetto per le istituzioni, visto che vota per il Capo dello Stato e non si stanno spartendo le Asl? È un atteggiamento che non porta da nessuna parte. O meglio: si dice che ormai puntino sparati sul Mattarella bis (che ha detto di aver finito il suo mandato) o su Draghi al Quirinale (aprendo di fatto la crisi di governo dovendo sostituirlo). Fantastico, hanno aperto la guerra tra cariche dello Stato usandole per i fatti loro.
Il bello è che imputano ogni colpa al centrodestra, senza invece ravvedersi rispetto ad un atteggiamento deplorevole e al limite dell’irresponsabilità.

 


È un comportamento palesemente ostile quello del centrosinistra. Tanto più dopo aver detto no a qualunque proposta del centrodestra, quasi a delegittimarne il diritto a mettere in campo personalità per la massima carica della Nazione, una sorta di stigma che è assolutamente inaccettabile. Ma lo fanno perché c’è un sistema mediatico complice che glielo consente.