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Continua lo scandalo di un'invasione di clandestini nell'inerzia della Lamorgese

Francesco Storace
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Ma quando se ne va ‘sta Lamorgese?”. Persino il senatore azzurro di antico conio spezza il silenzio austero di Palazzo Madama e invoca l’avvento di “un altro al Viminale, chiunque sia”. La notizia è sempre la stessa. Ogni giorno sbarchi a centinaia. Accompagnata da un’altra notizia, sempre identica. Sua eccellenza la signora ministro dell’interno non muove paglia, non gliene frega proprio nulla. I green pass da controllare valgono più di decine di migliaia di clandestini che invadono la nostra nazione. I primi si controllano, gli africani no. E così Lampedusa diventa l’unico centro turistico in attività al tempo della pandemia. Sbarchi dopo sbarchi, nessuno interviene a fermare questo approdo quotidiano nell’isola più bersagliata dall’immigrazione illegale.

 

 

Le carrette del mare ormai arrivano a costa con assoluta certezza di restare indisturbate. Gli scafisti conoscono bene il loro lavoro e sanno che l’Italia “difesa” dalla Lamorgese non muoverà un dito per impedire il loro lavoro sporco. Dei disperati che arrivano da noi si sa sempre troppo poco. Possono essere positivi, chi lo sa? Oppure, tra di loro si possono nascondere terroristi? E chi si azzarda a domandarlo, al Viminale fra poco pretenderanno di arrestare persino i punti interrogativi…

 

 

E’ vero che l’ultimo a frenare questa illegale voglia d’Italia si è chiamato Matteo Salvini ed ora è a processo dove rischia quindici anni di galera per aver fatto interamente il suo dovere da ministro dell’interno. Ma non è un buon motivo per chiudere la bocca, tapparsi gli orecchi, sigillare gli occhi. Le tre scimmiette non dovrebbero governare, eppure al Viminale se ne trova ancora traccia. È evidente che fanno tristemente premio le notizie più convenienti sul fronte pandemia; così come i giornali e le tv sono attenti in particolare al voto sul Quirinale. Ma che l’invasione del nostro Paese possa passare sotto silenzio è un autentico scandalo.