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L'Inghilterra toglie le restrizioni antiCovid: noi le inaspriamo

Francesco Storace
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Quirinale, certo. È ovvio che a Palazzo la discussione verta sul megaderby del Colle, quello lo voto quello non lo voto. Ma poi si parla anche d’altro per non morire di pizzichi, stante la stasi dei poli sulla scelta giusta per il Colle. E allora nel salone di lettura dei quotidiani e delle agenzie di stampa, si discute animatamente anche di altro, l’argomento principe da due anni a questa parte, la pandemia. Ma non sulla negatività dei grandi elettori. Bensì sulle restrizioni che imperversano in Italia mentre in altri Paesi le tolgono. Il che lascia basiti rispetto alle discussioni a cui assistiamo davanti alla televisione.

 

 

Ma come, qui ancora non si è capito se dal tabaccaio ci dobbiamo andare con lo scafandro chiamato green pass e in Inghilterra Boris Johnson libera i suoi connazionali? Questo è lo schema del dibattito nel Transatlantico e – particolare di non secondaria importanza – a parlarne in questo modo non sono più solamente no vax più o meno occulti. Si affacciano scopertamente anche vaccinisti convinti, evidentemente stufi di dover spiegare all’elettore comune perché si trovino ad approvare provvedimenti strampalati nel nome del rigore assoluto e fideistico. Il tutto mentre Londra revoca le restrizioni anti Covid: stop allo smart working laddove possibile e all'obbligo delle mascherine nelle scuole. Non solo. Dal 27 gennaio verrà eliminato l'obbligo legale delle mascherine nei luoghi pubblici e il mini green pass previsto per i soli accessi a discoteche o eventi collettivi di massa.

 

 

Il motivo è presto detto. Il coronavirus – spiega il ministero della Salute - "resterà per sempre" ma sotto forma endemica, quindi controllabile come si fa con l'influenza, casomai ricorrendo a una vaccinazione con cadenza annuale. E ha aggiunto: "Dobbiamo continuare con le nostre vite con misure sensate, appropriate e proporzionate". Persino la Francia, pur con il suo enorme numero di contagi, sta pensando ad un allentamento delle misure anti Covid. Comunque migliorano i dati degli ospedali e in particolare quelli del numero di pazienti in terapia intensiva, che sono in netto calo. E questo potrebbe comportare divieti meno insopportabili… No, non in Italia.