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Crollano gli ascolti in Tv, troppo Covid: ma la vigilanza Rai non si muove

Francesco Storace
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Il Covid non aiuta i telegiornali, crollano gli ascolti. C’è sensazione di cloroformio attorno alle notizie diffuse dalle emittenti nazionali, accusate di spargere terrorismo.
Conseguenza diretta è che l’atteggiamento giudicato troppo prono dei tiggì rispetto al governo non fa che aumentare la diffidenza e la resistenza rispetto alla campagna vaccinale. L’osservatorio dell’autorità delle comunicazioni ha dato notizie abbastanza scabrose sul rapporto tra telespettatori e telegiornali, resi noti dal sito Atlantico quotidiano. Nel 2021, anno di informazione praticamente monotematica, gli ascolti televisivi sono calati del 7 per cento.

 

 

I tiggì principali sono franati: il tg1 ha perso trecentomila utenti, 400mila il danno per il tg5. Ci ha rimesso anche la7, con 70mila spettatori in meno. Parlare solo di Covid, e in che maniera…, danneggia l’informazione, il cittadino la subisce in maniera angosciante e non cambia canale, ma si rifugia sui social, sempre più in crescita. Materia che probabilmente dovrà essere maneggiata con cura dalla Commissione di vigilanza Rai, che però ormai non si riunisce dal 24 novembre scorso. Sarebbe bene riprendere le trasmissioni almeno a Palazzo San Macuto perché quello che sta accadendo nel servizio pubblico radiotelevisivo – ma anche altrove a quanto dicono i dati – non è di buon auspicio.

 

 

Eppure, ci sono fior di professionisti pronti a lavorare seriamente. Lo stesso Tg1 ne dispone e il nuovo corso impresso da Monica Maggioni pare privilegiare le dirette in produzione industriale, dando vivacità all’informazione. Il problema resta quello del tema. Il Covid, oltre che impaurire, annoia, perché ce ne sono davvero troppo di notizie che vengono imposte a chi segue i telegiornali. Viene da dire meno male che c’è il Quirinale, e fra poco l’attenzione sarà rivolta tutta su chi sarà il successore di Mattarella. Ma telegiornali e reti non possono sottovalutare il peso che hanno gli ascolti per la pubblicità. A qualcuno tireranno le orecchie