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Ogni giorno stupiti da una giustizia fasulla. E ha ragione anche Costa di Azione

Francesco Storace
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Avanti fino al prossimo “errore”. Ormai ci stiamo facendo il callo ad una giustizia che ogni giorno ci lascia stupefatti, come per la tragedia del bimbo di sette anni ammazzato come un vitello dal padre snaturato. Oltre all’assassino qualcuno ha sbagliato nell’universo giudiziario e sarebbe interessante capire chi e poi quali conseguenze potrà avere sulla sua carriera. Perché poi alla fine il tema è che quando si sbaglia non si paga mai. Ha raccontato il deputato di Azione Enrico Costa il suo stupore di fronte alle risposte del ministro Marta Cartabia alle sue domande. 

 

 

Domande dei magistrati per richieste di avanzamento di carriera. Il 99 per cento ha parere positivo. Sono tutti bravi, dice sconsolato il parlamentare… Di più, segnala Costa: il 98,5 per cento delle segnalazioni disciplinari sui magistrati viene archiviato direttamente dalla Procura generale della Cassazione. Complimenti. La proposta c’è: “Per garantire standard di qualità più alti basterebbe un fascicolo personale del magistrato che raccolga le sue performance: quante sentenze ha emesso e quante ne sono state annullate, quanti arresti ha chiesto e non ottenuto, quanti fascicoli ha lasciato prescrivere, quanti imputati ha mandato a giudizio per processi nati morti. Se ho arrestato uno che era innocente deve restare nel mio fascicolo. Se ho sbagliato prognosi, e ho liberato uno che poi ha ucciso ancora, deve restare anche questo”. Parole ragionevoli, stampate sul Giornale, ma che non hanno mai eco nei fatti e nei comportamenti della magistratura e di chi deve giudicare i singoli togati. Ma esiste un sistema di valutazione reale dei magistrati.

 

 

“Certo – afferma il parlamentare - Un sistema di valutazione reale della performance dei magistrati sarebbe nell'interesse di tutti tranne che delle correnti dell'Anm. Perché a quel punto si saprebbe chi è il migliore candidato a una certa promozione, a una data carica. E il potere delle correnti tracollerebbe”. Se questa è la realtà dei fatti – e non può esserci dubbio che lo sia anche per l’autorevolezza di chi li denuncia – diventa sempre più uno scandalo la gestione del servizio giustizia. Che appare sempre più ad uso e consumo di pochi e distante dai cittadini. Anche per questo probabilmente serviranno i referendum promossi dalla Lega di Salvini e dai radicali.