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Alla fine, i partiti si metteranno in fila per supplicare Mattarella

Francesco Storace
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Popcorn per il Quirinale. Sarà uno spettacolo la fila dei partiti da Sergio Mattarella, stavolta per supplicare il bis. C’è il rischio concreto di scrutini a non finire per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e i partiti non sanno come uscirne. Lodevole il tentativo di Matteo Salvini di consultare tutti, ma anche lui si sarà reso conto dei veti incredibili su ogni ipotesi di soluzione.
O l’attuale Capo dello Stato si dà alla macchia, oppure gli sarà difficile resistere. Perché la situazione è davvero complicata.
Mario Draghi al Quirinale? Per come si sono messe le cose non va bene al centrodestra, al quale non si può perfino fare ingoiare un governo al buio, senza continuare a metterci becco. Non sarebbe una cosa seria. Sull’altro fronte, è la sinistra che dice di non volere Silvio Berlusconi al Colle minacciando l’Aventino e siamo pari e patta.

 


Enrico Letta tenterà un colpaccio: siccome non si fida di Pierferdinando Casini, proverà a rifilare Giuliano Amato agli avversari. Ma ad irrigidirsi saranno i Cinque stelle a meno che non si siano rincretiniti del tutto e probabilmente Giorgia Meloni e forse lo stesso Salvini.
Nelle mosse del segretario del Pd, ha un ruolo l’ossessione di Letta contro Renzi, che non vuole vedere come king maker del presidente della Repubblica. Anche l’altra volta si cominciò con Amato e poi Renzi scartò su Mattarella. Letta non vuole proprio che Matteo da Rignano tocchi palla.

 

 


La partita, se va bene, si gioca al quarto scrutinio. A meno che Draghi non voglia rientrare in campo; ma per farlo dovrà concordare per filo e per segno il nuovo governo e i nuovi ministri. E se Letta non abbozzerà, si andrà davvero al voto anticipatamente e addio pensione.
I peones lo sanno e i movimenti tellurico-parlamentari stanno creando panico nelle due Camere. Il terrore di andare a casa troppo presto è sempre più visibile.