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Adesso il Pd sogna la galera per Matteo Renzi

Francesco Storace
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A volte ti vengono i brutti pensieri a furia di frequentare gli ampi locali di Camera e Senato: vedi parlamentari piddì che gironzolano in attesa di capire che fine faranno e ti fai l’idea che ognuno di loro sogna di vedere Matteo Renzi in galera. Non si spiega altrimenti il silenzio generale – ma soprattutto di quello che era il partito che ha guidato portandolo fino alla vetta del 40 per cento – attorno alla notizia della richiesta di archiviazione da parte della procura di Firenze. Il capo di Italia Viva era indagato per false fatturazioni: chi lo ha indagato adesso dice al Gip che il fatto probabilmente non sussiste.

 

 

Una notizia del genere avrebbe dovuto far sobbalzare la politica. E diciamolo – e lo dice pure Renzi in un video ad hoc – anche l’informazione. Eppure non si leggono editoriali. Ma soprattutto non c’è traccia di riflessioni e critiche proprio da parte del Pd. Se Mimmo Lucano si becca tredici anni di reclusione, è addirittura Enrico Letta a protestare. Se invece la pelle la porta a casa Matteo Renzi non c’è una sola nota di solidarietà da parte degli antichi compagni per la gogna subita.

 

 

Bisogna rifletterci bene su questo comportamento, perché siamo al tipico garantismo a corrente alternata. Lo stesso è successo per l’ex presidente della Basilicata Marcello Pittella, che fu pure arrestato e ora assolto. Ma è possibile che il sistema giustizia debba essere valutato solo a seconda degli amici/nemici che mette in croce oppure che si salvano? E comunque, nel caso di Renzi, stupisce proprio vedere troppe bocche cucite. Torna alla memoria quel che accadeva contro Silvio Berlusconi, per il quale sognavano San Vittore. Ora il nemico da spedire in prigione sembra essere diventato Matteo Renzi. Ma davvero la politica è ancora ridotta a questo livello?