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Il Pd ricomincia con la legge Zan: tornino sulla terra

Francesco Storace
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A volte è davvero difficile capirli. Adesso il Pd di Enrico Letta ha ricominciato il tormentone con la legge Zan, attraverso l’annuncio di una serie di appuntamenti sul tema.
Cioè, mentre ancora non capiamo nulla di quel che succede con la pandemia e la nuova variante Omicron; e mentre non si capisce dove – e chi li spende – i soldi del Pnrr; e ancora più urgente, la prossima scadenza del Quirinale, Letta si gingilla con la legge più strampalata della terra. Perché poteva essere già stata approvata se non si fosse impantanata – la sinistra - sull’identità di genere. Oppure sul coinvolgimento dei bambini a scuola su una materia quantomeno delicata. No, Letta e soci hanno preferito lo scontro e si sono pure lamentati quando la destra al Senato ha applaudito la sconfitta della loro arroganza.

 

 

Tutti fanno a gara a professarsi paladini degli omosessuali. Ed è indubbio che bisogna intervenire contro gli atti violenti, perché troppe teste calde continuano a picchiare chi ha un diverso orientamento sessuale. Ma anziché procedere per gradi, una certa sinistra voleva tutto e subito. Ovvero, quel che non è riuscita ad approvare quando governava con i suoi alleati tradizionali, lo pretendeva da Draghi, Lega e Forza Italia. Indubbiamente un’assenza di credibilità politica enorme, quella manifestata da Enrico Letta. Che si ostina a non comprendere il valore delle priorità all’origine della nascita del governo Draghi. 

 

 

E poi: è sicuro il segretario del Pd che la legge Zan in questo momento sia nella testa dei suoi parlamentari? Lo ha capito o no che quelli pensano solo a capire che succederà con le elezioni per la Presidenza della Repubblica e che cercano solo di salvarsi per tornare alla Camera o al Senato? No, lui, Letta, preferisce illudere le persone, indicare loro il nemico, e fottersene dei diritti reali. Ha solo bisogno di scalpi. Torni sulla terra, invece.