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 La sinistra è impazzita: vede Berlusconi sempre più vicino al Colle

Francesco Storace
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Patetici. Lo spettacolo che sta dando la sinistra contro l’ipotesi di Silvio Berlusconi al Quirinale è incredibile. Si strappano i capelli perché non sono più capaci - non avendo i voti - di comandare persino sulla più alta carica dello Stato. La pretesa di dettare veti sul Cavaliere - e in realtà contro qualunque possibile espressione del Centrodestra - è insostenibile. Perché vorrebbe dire che in questo paese davvero non contano più i voti e neppure quelli parlamentari. 

 


Parliamo della coalizione che ancora oggi è maggioritaria in Parlamento e nel Paese e del leader che l’ha fondata per sbarrare il passo ai post comunisti. Accadeva nel 1994, la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto era pronta a governare, ma perse in malo modo. Ed è evidente che da allora non gliela perdonano. Però questa è la democrazia, che non è fatta solo di quello che piace a Enrico Letta e ai suoi uomini.
E se oggi ci fosse la possibilità di eleggere alla Presidenza della Repubblica una personalità che è stata più volte primo ministro non può essere chi lo ha avversato a potersi mettere di contrasto. Soprattutto in assenza di alternative decenti sul piano politico.

 

 


È evidente che Berlusconi al Colle non sarebbe più un soggetto politico di parte. È la natura dell’incarico che toglie abiti partigiani a chi lo ricopre. E varrebbe anche per Berlusconi, proprio perché sa che cosa vuol dire aver servito la istituzioni. Certo, alla sinistra non basta mai ed è pronta a rinfacciare la qualunque pur di impedirgli anche questa impresa, dopo le tante che ha combattuto e vinto. L’impazzimento della sinistra e dei suoi cantori, purtroppo, lo tocchiamo ogni giorno per mano. Non c’è dibattito in cui costoro non esplodano nelle più varie contumelie. Devono offendere per darsi coraggio. Ma così perderanno come ormai è scritto. E più attaccano il Cavaliere e più compattano il Centrodestra.