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Uno sciopero inutile. Ci hanno rimesso solo i lavoratori in busta paga

Francesco Storace
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Greta direbbe bla-bla-bla. Perché di fronte alla manifestazione sindacale per lo sciopero generale di Cgil e Uil c’è da restare davvero senza parole adatte a capirne il significato. Lunedì prossimo si siederanno di nuovo a Palazzo Chigi con Mario Draghi e persino con i “crumiri” della Cisl e al massimo si potranno dire “come va, è un po’ che non ci si vede”.

 

 

Maurizio Landini per la Cgil e Pierpaolo Bombardieri per la Uil hanno dimostrato al più la consueta capacità organizzativa. Hanno portato in piazza il solito buon numero di lavoratori scioperanti, ma se chiedi loro in quanti paesi del mondo si proclama un’astensione generale dal lavoro durante la pandemia non riusciranno ad essere convincenti nelle spiegazioni. Anche perché i partiti della maggioranza di governo hanno discusso e anche litigato sul dove dirottare le risorse per pagare meno tasse e non se aumentarle. Il che riguarda anche e soprattutto i lavoratori. Ma sembra non bastare mai. I quattrini non sono certo sufficienti a soddisfare tutte le richieste ma di qui a scioperare ce ne corre. Eppure lo si è fatto lo stesso. Una dimostrazione di esistenza in vita? Può darsi, ma era questo il momento?

 

 

Non è stato un bel segnale quello mandato al Paese dai sindacati. In un tempo in cui si litiga persino sulle misure anti Covid semmai ci sarebbe bisogno di maggiore responsabilità da parte di organizzazioni che pure rappresentano un buon numero di italiani. Lo stesso governo non si è coperto dietro lo sciopero e lunedì comunque vedrà i sindacati. Non serviva far rimettere ai lavoratori una giornata in busta paga. Anche perché il prossimo confronto sarà sulla riforma delle pensioni e lì serviranno più fatti e proposte che cortei. Se davvero non si vuole precipitare di nuovo nel girone dantesco della legge Fornero che già troppi guai ha provocato.