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E Mara Carfagna diventa giudice contro Pittelli

Francesco Storace
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Fanno rumore a Palazzo le manette che Mara Carfagna ha messo ai polsi di Giancarlo Pittelli. Lo dicono, a bassa voce, un po’ tutti: quel che ha fatto la ministra è incredibile. L’ex deputato di Forza Italia e Pdl, poi transitato per una breve stagione anche in Fratelli d’Italia, è alle prese con seri guai giudiziari da diverso tempo. Preso di mira dal procuratore Nicola Gratteri, Pittelli si è già fatto da diverso tempo la galera per accuse legate alla ‘Ndrangheta. Poi i domiciliari. E ora di nuovo in cella proprio perché aver scritto al ministro Carfagna. Sembra un romanzo, e invece è l’amata realtà.

 


Disperato, Pittelli ha scritto (anche) alla Carfagna per chiederle una mano per far luce sul suo caso. Lei, incredibilmente, ha trasmesso alla polizia la lettera, e Pittelli è stato riarrestato proprio per aver scritto (ad una parlamentare!). Effettivamente, gli arresti domiciliari, nel suo caso, avevano la prescrizione di non poter comunicare all’esterno. Ma la corrispondenza con un parlamentare e addirittura con un ministro può diventare materia di reato? Alzi la mano chi non ha dubbi su un metodo del genere. I parlamentari ci stanno apposta per tentare di risolvere le questioni che i cittadini - persino i detenuti! - chiedono di affrontare e risolvere.  E invece si trasformano inopinatamente in agenti di polizia penitenziaria ben retribuiti per spedire in galera chi osa sottoporre loro quello che ritengono di subire con la detenzione.

 

 


A Mara Carfagna l’augurio di non dover mai affrontare il calvario giudiziario. Soprattutto se innocenti è qualcosa di terribile. E l’innocenza come la colpevolezza devono essere giudicati in un processo e non con questi metodi. E suscita incredulità che un atteggiamento del genere lo metta in pratica una esponente di Forza Italia, il partito del garantismo... Ha pienamente ragione Vittorio Sgarbi - anche lui raggiunto dalla richiesta di aiuto di Pittelli - a ritenersi esterrefatto dall’atteggiamento della Carfagna. Da un ministro azzurro ci si attenderebbe un po’ più di umanità, magari.