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Letta si sta facendo male da solo, senza una strategia per il Pd

Francesco Storace
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Nel Pd non tira aria respirabile per Enrico Letta. I fasti delle elezioni amministrative coincise con la sua elezione a deputato sembrano lontani anni luce. La stessa prospettiva del “campo largo” – ovvero le alleanze per rafforzare il centrosinistra – sono elastiche per davvero: o da una parte verso i Cinque stelle o dall’altra con Italia Viva e Azione, nonostante le frizioni anche tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. A questo si aggiunga il perenne indecisionismo di Giuseppe Conte, che da principale alleato rischia di rappresentare il principale problema ecco spiegato che senza una strategia Letta va a sbattere al muro.

 


E tutti hanno compreso che il rischio che corre il Pd è quello di non riuscire ad incidere come vorrebbe nella corsa al Quirinale. E i mugugni si sprecano se si pensa che non si indovina neppure se Letta le elezioni anticipate le vuole o le scansa. Insomma, un casino totale. L’ultima delle serie proprio il niet di Giuseppe Conte per il collegio di Roma dove si voterà dopo le dimissioni del neosindaco Roberto Gualtieri. Letta sperava di aver risolto un problema, lo ha aggravato.

 

 

Anzi, quella di Conte è la penultima. Uno dei maggiorenti del Pd spiffera all’orecchio del cronista di non digerire affatto l’ipotesi di candidare al posto di Conte l’ex segretaria generale della Cisl Furlan. “Ma come, va bene che governiamo, ma un tempo candidavamo chi scioperava e adesso regaliamo seggi ai crumiri?”. Non ci sono più i compagni di una volta.  Se non si sbriga a correggere la rotta, questa è la volta buona che Letta si fa male per davvero. Anche perché nel partito ci sono ancora molti ex renziani che temono di essere individuati e azzannati quando si compileranno le liste per le politiche. E non sembrano avere alcuna voglia di farsi male per colpa di Letta.