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Lotito insegna che il voto segreto può far traballare pure il Quirinale

Francesco Storace
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Domanda d’obbligo dopo aver sperimentato sul campo di battaglia di Palazzo Madama che cosa è accaduto prima col ddl Zan e poi con le bizzarre votazioni legate alla conferma o decadenza di alcuni senatori. Nel primo caso si è caricata a mille l’attesa per una proposta di legge quantomeno controversa e che è finita seppellita nei cortili del Senato. Nel secondo, il ribaltamento delle previsioni della vigilia ha confermato quanto siano nervose le manine dei parlamentari che non hanno molti strumenti per farsi ascoltare dai vertici di partito. Ha fatto molto rumore il caso Lotito. Il presidente della Lazio merita il seggio per la giunta delle elezioni, che ha studiato il caso per ben due anni prima di deliberare favorevolmente a lui. I voti raccolti in Campania dalla sua lista azzurra sono superiori a quelli della lista concorrente Delli stesso partito in un’altra circoscrizione della regione.

 

 

Con questa decisione si è arrivati in Aula ben un anno e mezzo dopo. E i giochi di palazzo per inserire all’ordine del giorno dell’aula la sua proclamazione si sono moltiplicati e alla fine è rimasto fregato. Ci sono stati anche altri voti bizzarri in aula nel segreto dello scrutinio: un senatore eletto all’estero fatto decadere nonostante - anche qui - il parere opposto della Giunta competente. Mentre dopo la morte di un senatore della Lega era Fratelli d’Italia a rivendicare in modo abbastanza stravagante quel seggio.

 

 

Se le premesse sono queste, il voto per il Colle rischia di trasformarsi in un delirio per la Repubblica: si paventano vendette trasversali in quella che è l’elezione più importante, che riguarderà sette anni della nostra vita istituzionale. Mai come in questo momento il pericolo può essere sventato solo da maggioranze molto ampie. Altrimenti i franchi tiratori imperverseranno per molte votazioni con l’ulteriore perdita di credibilità del nostro Parlamento. Ci pensino bene, i partiti, prima di fare scelte avventate. A destra e a sinistra.