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Conte e Renzi, una guerra che non finirà mai più

Francesco Storace
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La guerra dei trent’anni. Tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte non ci sarà pace, potremmo dire che alla fine ne resterà uno solo. Lo scontro tra i due è ormai senza tregua e ogni giorno c’è un capitolo nuovo, maledetto quel giorno in cui si incontrarono, si potrebbe pure aggiungere. Ancora scottato dal disarcionamento del proprio governo, a Conte non pare vero di poter mettere sotto l’artefice di quella manovra che ha portato Draghi a Palazzo Chigi al posto suo. Nei palazzi della politica ormai tutti dicono che quando Conte parla di Draghi lo addita come un usurpatore, mentre Renzi è il fellone che gli ha garantito il colpaccio. E l’occasione a Conte gliel’ha fornita proprio il leader di Italia Viva, con quel popò di traffico di quattrini con cui si è fatto pizzicare. E ci ha messo ovviamente del suo Marco Travaglio.

 

 

È difficile districarsi tra l’illecito e il consentito in questa storia di finanziamenti dall’estero. Certo è che appena gli è stato possibile – come ha fatto nella trasmissione della Gruber – Conte ha picchiato come un fabbro. Ma se attacchi sulle consulenze altrui, devi stare attento alle tue. E da Italia Viva è partita la controffensiva. Lo dimostra un tweet di Luciano Nobile, deputato e soprattutto fedelissimo di Renzi: “Con che faccia l’ex consulente di Aiscat, società dei gestori di autostrade, Giuseppe Conte attacca Matteo Renzi per una conferenza? Con che faccia accusa -“Mi colpisce chi prende soldi da stato estero”- senza aver mai detto nulla su fondi che M5S avrebbe ricevuto dal Venezuela?”.

 

 

E’ evidente che non finirà più perché giorno dopo giorno ciascuno dei contendenti scaverà sempre più a fondo contro il nemico. E vorrebbero governare l’Italia. Solo che quando lo hanno già fatto, magari queste accuse se le muovevano in privato. Ora c’è il fragore mediatico ad alimentarle e sarà bene evitare di rivederli inciuciare ai danni dell'Italia.