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Adesso la Raggi può andare all'assalto di Conte

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Francesco Storace
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Si sa, la donna che si sente tradita è capace di reazioni furiose. E anche se i rapporti tra Virginia Raggi e Giuseppe Conte non sono stati d’amore, sul piano politico qualcuno sperava di ricavare frutti copiosi da quella coppia.
Ma Conte le preferisce Enrico Letta e alla signora del Campidoglio - anche se non è più il sindaco del prossimo quinquennio - non va proprio giù. Quanto meno il tradimento politico. E Virginia - ormai lo vociferano tutti nel Movimento - è pronta all’arrembaggio. Con buone carte a sua disposizione. Non tanto per la percentuale elettorale, perché comunque non è stato un successo. Ma come si dice “poco se mi considero molto se mi confronto”, ed è oro anche il 20 per cento capitolino, visto che in altre latitudini nessuno è stato capace di tale performance elettorale tra i pentastellati.

 

 


Poi, lei sogna il Movimento delle origini e non certo un cespuglio vassallo del Partito democratico. Più Conte si avvicina a Roberto Gualtieri per il ballottaggio di Roma, più lei se ne allontana. Anche perché se qualcuno deve decidere sulla Capitale non può essere Giuseppi, manda a dire. Qualche maligno sussurra: “Ma ti pare che lascia la trattativa a lui, così Conte si vende il M5s per il collegio di Gualtieri tutto per se’ e la Raggi resta in consiglio comunale? Semmai è più giusto che lo pretenda Virginia!”. Sia vera o no la voce, un ruolo di vertice della Raggi sarebbe il segnale per il rientro di Alessandro Di Battista nel Movimento assieme ai suoi supporter. E anche a Beppe Grillo la cosa non dispiacerebbe affatto: del resto è stato proprio lui, mesi fa, a lapidare Conte come uno che “non ha una visione, è incapace”.

 

 

Nel frattempo l’ex premier va in giro a fare piazze e nessuno ne capisce la strategia per il rilancio del M5s. Anche qui, l’ufficio voci è al solito ricco di indiscrezioni: “Vuole dimostrare a Letta di essere ancora indispensabile”. Anche se non si capacita del risultato conseguito dal “nemico” Carlo Calenda, sempre nella Capitale. Ma tra i due chi gli può far più male resta Virginia Raggi.