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Sulle tasse quelli di Forza Italia fanno l'avanguardia del Dragone

Francesco Storace
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A tutti i costi lo dice Forza Italia, stavolta, che con i suoi ministri è imbullonata ad ogni parola, gesto, sussurro di Mario Draghi. Basta vedere ogni movimento azzurro per capire che della coalizione di centrodestra non gliene frega nulla nelle stanze di Palazzo. In Calabria ha vinto un loro deputato, Roberto Occhiuto, sostenuto gagliardamente anche dagli alleati di Lega e Fdi. Alla regione non si sono commessi passi falsi e si è vinto agevolmente di fronte ad una sinistra che è riuscita a spaccarsi in maniera clamorosa. In tutto il resto d’Italia percentuali abbastanza modeste. Però ora quelli di Forza Italia fanno le avanguardie del Dragone, persino sulla casa. Che un tempo era l’argomento principe delle battaglie del centrodestra. Adesso, improvvisamente, sembrano aver dimenticato quello che si diceva fino a poche settimane. “Mai tasse sulla casa”, tuonavano. E più Draghi giura che non ci sono, più aumentano i sospetti. Basterebbe togliere di mezzo i commi che hanno attirato l’attenzione della Lega per proseguire tranquilli.

 

 

Ma stiamo al punto, dice un parlamentare azzurro che non vuole vedere sfasciare la coalizione. “Se Salvini dice che i suoi ministri hanno avuto la bozza della delega fiscale mezz’ora prima del consiglio dei ministri, immagino che sarà successo anche ai nostri. Però si sono inchinati al premier e l’hanno approvata nonostante l’evidenza della patrimoniale mascherata. Oppure, l’hanno avuta prima e quindi si sta giocando a fregare Matteo”. Il ragionamento non fa una grinza, anche perché Salvini ha indicato con molta chiarezza i punti di dissenso sul testo passato in Consiglio dei ministri senza il voto leghista. Eppure, gli azzurri suonano la grancassa propagandistica insistendo sull’assenza della tassazione, esattamente come ripete il premier. “Se non vogliono dare ragione a Salvini – insiste il nostro interlocutore – se lo facciano spiegare da Confedilizia”.

 

 

Ma la voce del presidente del Consiglio è più forte, evidentemente, e temono il rischio di una crisi e il voto anticipato dopo la scelta per il Quirinale. Però così non si va avanti. Anche perché si sta parlando del patrimonio degli italiani. E su questo nessuno si può permettere di mentire.