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Adesso riflettete sulla valanga astensionista

Francesco Storace
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Che cosa vuole quel 50 per cento (circa) di popolo che proprio non ne vuole più saperne di votare? È drammatica la cifra dell’astensionismo, praticamente senza precedenti. E i partiti faranno bene a interrogarsi, sia quelli che apparentemente avranno vinto sia i perdenti. Perché puoi pure esibire i muscoli, dire di essere più bravo del tuo alleato, ma se la gente vi respinge tutti un motivo ci sarà. Siamo in una stagione buia per la politica e speriamo non per la democrazia. Ma bisogna cambiare rotta e urgentemente.

 

 

Due metodi di scelta dei candidati, entrambi senza il coraggio di osare. A sinistra con le primarie costruite, a Roma, in modo da non ostacolare Roberto Gualtieri. A destra, con troppe liti fra tre persone prima di scegliere una brava persona come Enrico Michetti. Risultato, delusi da una parte e dall’altra, il ballottaggio sarà davvero una scommessa. E un po’ in tutta Italia una serie di persone perbene mandate allo sbaraglio come emblemi ora di un partito ora dell’altro. E’ finita la campagna elettorale, almeno a Roma, con nessun incontro popolare unitario di coalizione per quel che riguarda il centrodestra. Lo spettacolo non è stato esaltante.

 

 

La riflessione deve essere seria per davvero. Perché la sostanza è che con le tensioni che ci sono nel paese, tutti giocano a fare i moderatini, ma nel popolo c’è tanta gente arrabbiata che non si sente rappresentata. Vaccinata e non… Per il centrodestra la partita non finisce ora. Da una parte perché ci sono ancora i ballottaggi. E dall’altra perché se cesseranno le conflittualità interne – se cesseranno – ci si potrà mettere a discutere sugli errori fatti e a evitare di ripeterne in futuro, magari verso le elezioni politiche. L’importante è non perdere i nervi in maniera isterica. Sarebbe la maniera peggiore per guardare al risultato delle amministrative. Il popolo merita di più.