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Non dire alla sinistra che il marocchino si candida con Fratelli d'Italia

Francesco Storace
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Alla faccia dell’integrazione, potremmo dire. Da qualche giorno si è appreso che a Pinerolo, in Piemonte, un marocchino si è candidato alle elezioni comunali. E da allora viene bersagliato da inviti a tornare a Rabat eccetera eccetera.

 

 

Leghisti? Militanti di Fratelli d’Italia? Azzurri particolarmente “razzisti”? Macché, sul podio sale la sinistra. Perché il candidato in questione – che si chiama Baqiqi Noreddine, detto Nordin – si candida nella lista della Meloni. E questo manda di traverso la giornata, la settimana e tutta la campagna elettorale ad una sinistra ipocrita che pretende di dettare pure le liste altrui, evidentemente. “Hai proprio capito tutto” gli scrive un odiatore (milanese però) e gli chiede conto di cosa gli abbia “promesso” Fdi. “I blocchi navali? Le ronde fasciste? La lotta agli extracomunitari?”. Invitando il candidato a “non pensare ai tuoi genitori o ai fratelli marocchini in mare”. Complimenti. Una donna gli rinfaccia l’assenza di dignità, rinfacciandogli “i connazionali discriminati e detenuti nei centri di permanenza che sono lager”. A uno che si candida a Pinerolo

 

 

“Vai a pulire i cessi, fai più bella figura”. “Un altro fascistello, ma da dove arrivano, chi li paga?” e altre prodezze del genere. Esemplari le risposte – assolutamente serene – di Nordin. A chi gli parla di soldi per lavorare, risponde “mi mandi il suo curriculum, valuterò se assumerla nella mia azienda”. In realtà a sinistra non si capacitano che a destra non ci sono pregiudizi verso lo straniero – e nemmeno per il suo cognome tantomeno per il colore della pelle – che lavora regolarmente in Italia. Magari ci si inquieta un po’ per quelli che difendono loro, cioè tutti quelli che si intrufolano clandestinamente nel nostro paese. Bisogna avere tanta pazienza