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Pure su Palermo e la "trattativa Stato mafia" Letta fa il paragrillino

Francesco Storace
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Neanche i suoi lo capiscono più. Enrico Letta ha fatto l’ennesima strambata sulla sentenza di Palermo che ha cancellati anni di fango sui servitori dello Stato in divisa da carabiniere. Il suo commento è stato terribile, dice che bisogna attendere le motivazioni della sentenza. Un modo per lavarsene le mani, al Nazareno ormai alberga Ponzio Pilato.

 

 

Nel Pd si guardano attoniti, manca il coraggio di prendere di petto il segretario alla vigilia del voto, ma parole più paragrilline non poteva pronunciarle Enrico Letta.
Rendere onore a chi è stato massacrato per troppi anni non è da lui. A conferma della cattiveria che si attribuisce all’uomo, il cinismo del leader piddino non ha eguali. E si merita per intero l’attacco che sul tema gli ha riservato il leader della Lega Matteo Salvini. Persino Luigi Di Maio arrivò a scusarsi con il sindaco del Pd di Lodi per aver manifestato contro di lui quando fu arrestato. Invece, Letta preferisce attendere…. Un’ipocrisia che non si registrava da tempo attorno alle questioni di giustizia.
Come scrivevamo giovedì 23 settembre, sarà questo il tema su cui si tornerà a combattere, perché è inaccettabile che si resti insensibili di fronte a vite dilaniate per troppi anni.

 

 

Uomini schierati sul fronte della legalità e dello Stato gettati in mezzo a inchieste che non avrebbero dovuto neppure iniziare, per le troppe panzane che le caratterizzavano. Ma i piemme palermitani, col furore ideologico che ne accompagnava ogni passo, andarono avanti e sono passati anni e anni prima di rendere giustizia alle vittime di un massacro mediatico giudiziario. Ora, è il tempo dell’onore da restituire e farebbe bene la politica ad inchinarsi. Solo Letta e i Cinque stelle non capiscono quanto male facciano alla stessa società certe prese di posizione. Perché non si è più capaci di distinguere il bene dal male e questo è francamente l’aspetto peggiore di tutta la storia della presunta trattativa tra lo Stato e le cosche mafiose.