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Il golpe che Virginia Raggi prepara contro Conte

Francesco Storace
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Bisogna osservarle bene le mosse di Virginia Raggi, che al suo futuro ci pensa eccome. La sindaca - come si fa chiamare pure lei - è donna intelligente e sa che non una sola possibilità di restare al suo posto per altri cinque anni. Ma ha un carattere fortissimo, è tenace, ed è quasi ovvio immaginare che non si accontenterà di sedere in Consiglio comunale. A fare l’opposizione a chi vince per sentirsi rinfacciare gli innegabili errori commessi?

 

 

No, lei punta in alto. Nel mirino - ed è la voce più ricorrente nei Cinquestelle - c’è Giuseppe Conte, che dai più è visto a metà tra occupante abusivo della leadership e scialuppa di salvataggio per pochi eletti. Basta aspettare e si apriranno i giochi. Nel Parlamento prossimo venturo siederanno in pochi tra i Cinquestelle e la Raggi potrebbe aspirare a calamita del dissenso interno. In fondo, nel bene o nel male, lei ha guidato un monocolore in Campidoglio. Conte è passato da un governo all’altro opposto: tra i due è Virginia a poter rivendicare il primato della coerenza.

 

 

Tra i dati che leggono con maggiore attenzione gli estimatori della sindaca, le simpatie che suscita in varie parti d’Italia. La idolatrano come se fosse una martire, in città un po’ meno. Politicamente, nonostante il suo continuo posizionamento verso la sinistra più o meno estrema, è stata il vero ostacolo all’accordo tra pentastellati e Pd. E questo rende complicata anche un’intesa al ballottaggio di Roma. Sono nemici. La Raggi scruta le mosse di Giuseppe Conte nella Capitale. Nonostante post, parole e sorrisi fasulli, tra i due non corre buon sangue. Lui è già schierato col Pd che lei odia. Conte non vede l’ora che passi il primo turno di Roma per essere il primo a dire si vota Gualtieri. E Virginia lo sa. Per questo, tesse la sua trama, certa della protezione di Beppe Grillo e Alessandro Di Battista. Se la Raggi si mette in pista, Conte non lo salva nemmeno Ciampolillo.