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Il delinquente libero, il commerciante rapinato in galera. Almeno la grazia…

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La vittima in galera e il delinquente in libertà. Al turista immaginario che scenda dalla Luna in Italia potremmo presentare un Paese che non si capacita che da qualche parte, prima o poi, dovrà trovare il senso della giustizia da coccolare come valore. E che invece viene calpestato nel nome di una demagogia che non si estirpa neppure con le sentenze. È l’incredibile caso di Walter Onichini, commerciante che nel 2013 ebbe una drammatica svolta nella sua vita. Perché gli entrò dentro casa un ladro albanese. La paura per la sua famiglia, per i suoi beni, la difesa, che dovrebbe essere sempre legittima.

 

 

Onichini sparò e ferì l’intruso. Da quella notte cominciò il travaglio giudiziario di una persona per bene, condannata in sede definitiva a 4 anni e 11 mesi per tentato omicidio e persino al risarcimento di 25mila euro all’albanese che si era intrufolato a casa sua. Non è una barzelletta, ma un fatto reale, al punto che a stare in galera – ora - è proprio Walter Onichini e non il malfattore. Quest’ultimo, lo chiamavano Ndreca, si trovava senza alcun permesso nel nostro paese. Addirittura era stato espulso dall’Italia tempo prima. Ma si sa, siamo generosi con lo straniero, soprattutto se delinque. 

 

 

Una petizione che chiede la grazia per Onichini al Capo dello Stato, denuncia che l’albanese “era tornato in Italia per testimoniare contro Onichini, per poi tornare precipitosamente in patria per sfuggire a un ordine di arresto nei suoi confronti. Nel 2019 è stato condannato per quel furto a 3 anni e 8 mesi, scontandone solo una minima parte: ora si trova all'estero”. Ecco, di fronte ad un’ingiustizia palese, c’è solo una maniera per tirare fuori dalla galera quel povero commerciante con la vita distrutta: la grazia firmata da Sergio Mattarella. Perché non se ne può più di un trattamento da criminale a chi ha subito un tentativo di rapina in cassa propria.